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Autonomia come antidoto alla "pianurizzazione"

Territorialità non significa localismo. Il localismo è la degenerazione più pericolosa della territorialità. Quando parlo di localismo parlo di chiusura verso l’esterno, di incapacità di cogliere le opportunità che vengono da fuori. Territorialità è invece la capacità di costruire una proposta politica e di governo adeguata a valorizzare il nostro sistema in chiave globale, partendo dalle risorse e dalle vocazioni del nostro territorio, che deve essere il primo fattore di competitività. Siamo un territorio piccolo, montuoso, verticale. Se non saremo capaci di evitare nel pensiero e nelle pratiche il rischio di una progressiva “pianurizzazione” saremo destinati all’anonimato.

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Meno Provincia, meno Comuni

  • sabato, 5 aprile 2014

Alessandro Olivi

Puntuali e ricorrenti sono le riflessioni che il Direttore Giovanetti dedica ai suoi lettorisul tema dell’articolazione dei poteri in Provincia di Trento e sull’esigenza di costruire un rapporto maturo tra il centro e la periferia.
Nei tempi in cui, giustamente, i costi della politica sono all’ordine del giorno delle cronache giornalistiche, mi sembra corretto occuparsi non solo delle situazioni palesi ma rivolgersi anche alle distorsioni provocate dai tentativi di cambiamento del sistema istituzionale nel suo insieme che non hanno esplicato piene potenzialità.
C’è una comune constatazione che tiene insieme il contrastato dibattito di questi anni. Da un lato la presa d’atto dell’eccessiva invadenza dell’ente Provincia, corroborata da un quarantennio di competenze via via avocate dallo Stato e dalla Regione e dall’altro la frammentazione del sistema comunale, sempre più in affanno a reggere la sfida della qualità dei servizi pubblici territoriali.

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Qualità del paesaggio e filiere produttive

Pubblichiamo l'introduzione dell'interessante documento redatto da Sergio Remi (consulente per Trentino Sviluppo) sul tema dello sviluppo territoriale. Crediamo possa essere un ottimo contributo dal quale iniziare una riflessione sulle future prospettive economiche - e non solo - del Trentino. L'intero materiale è scaricabile accedendo al link inserito alla fine dell'articolo.

Trentino Sviluppo, su mandato dell’Assessorato all’urbanistica della PAT, sta accompagnando il processo di formazione dei piani territoriali in diverse Comunità di valle. L’attività d’inchiesta territoriale e d’animazione socio-economica a supporto della programmazione è partita da alcune considerazioni.

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Semestre europeo

  • sabato, 1 febbraio 2014

Simone Casalini

È uno dei bersagli privilegiati del revanchismo nazionalista. Contro la bandiera stellata a sfondo blu suonano i pifferai magici del populismo per serrare le fila dello spaesamento sociale e richiamare nei propri spazi di consenso masse — dal ceto medio al nuovo proletariato, dai giovani ai pensionati — disorientate dal mutare del paesaggio economico e culturale. In quale misura si gonfieranno queste sacche elettorali, lo diranno le prossime consultazioni europee di fine maggio. Il dato politico consolidato è la strutturazione di una protesta antieuropeista — uno dei paradigmi dei nuovi populismi — che si mobilita al seguito di partiti organizzati o movimenti fluidi come quello ideato da Beppe Grillo.
La posta in gioco è alta, molto alta. Una ripresa del processo di integrazione «che coniughi élite e elettorato, policy e politics» o lo scivolamento verso la ricostituzione di Stati nazione solidi, «un arretramento che sarebbe una follia». Un passaggio cruciale che si coniuga con il semestre europeo a presidenza italiana del prossimo luglio.

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Progetti e processi

  • giovedì, 23 gennaio 2014

Federico Zappini

“L’architettura della partecipazione” è il titolo di un libricino, ripubblicato di recente, che raccoglie un importante intervento dell’architetto Giancarlo De Carlo, datato 1969. In queste pagine – che lette oggi sanno di profezia inascoltata – viene descritto un approccio incredibilmente moderno al ruolo dell’architettura (e dell’urbanistica) in relazione alla vita e alla trasformazione delle città. Non solo. Se non lo si ritiene esclusivamente un testo per addetti ai lavori, ci si accorge che le parole che De Carlo usa per dipingere la figura del progettista dovrebbero essere quelle che caratterizzano l’azione della politica, in ogni campo.Coraggio, ascolto, spirito critico, contaminazione, condivisione, rifiuto dell’autosufficienza, multidisciplinarietà, orizzontalità. Tutte caratteristiche di una partecipazione per nulla di maniera, ma reale e praticata. De Carlo antepone in questo modo il processo al progetto, si interessa di come i cambiamenti avvengono dentro la città e in che modo possa sentirsi coinvolto in essi il maggior numero possibile di soggetti. Ci tornerò tra poco, parlando della città di Trento.

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Appelli per l'Europa

  • martedì, 31 dicembre 2013

Michele Salvati

Poco prima di Natale, sul Manifesto del 22 dicembre, quindici noti intellettuali hanno firmato un appello dal titolo «Urgente per l’Europa», il cui messaggio centrale è questo: «È urgente un’inversione di tendenza (delle politiche nazionali ed europee) che affidi alle istituzioni politiche… il compito di realizzare politiche espansive e alla Banca centrale europea una funzione prioritaria di stimolo alla crescita». Perché urgente? Perché — si legge nell’appello — la crisi provoca disoccupazione e povertà di massa, distrugge lo stato sociale, smantella i diritti dei lavoratori, compromette il futuro delle giovani generazioni, mina alle fondamenta le Costituzioni democratiche nate nel dopoguerra, alimenta rigurgiti nazionalisti e neofascisti, produce una generale regressione intellettuale e morale.

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Fare città

Un mese fa sostenevo sul "Corriere del Trentino” la necessità di inventarci una nuova urbanistica che ci dia strumenti per resistere ad una crisi economica devastante. Un’urbanistica che non crei solo problemi come ora, ma che trovi soluzioni, che non blocchi la città con i suoi piani di piombo ma che svolga il suo compito principale cioè quello di “fare città”. E proponevo la convocazione, su questi temi, degli “stati generali della città” come momento di analisi ed elaborazione di una nuova strategia urbanistica condivisa. Mi riferisco ovviamente alla città di Trento la cui crisi è innanzitutto una crisi di decisioni, un’incapacità decisionale di cui la vicenda della biblioteca universitaria è solo la punta dell’iceberg. Cerco qui di approfondire questa proposta.

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Musei

  • martedì, 26 novembre 2013

Tommaso Montanari

Il museo è un'istituzione permanente senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo, aperta al pubblico, che effettua ricerche sulle testimonianze materiali e immateriali dell’uomo e del suo ambiente, le acquisisce, le conserva, le comunica e specificamente le espone per scopi di studio, educazione e diletto”.

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Municipalizzate

  • domenica, 24 novembre 2013

Luigino Bruni

Quanto accade in questi giorni a Genova ci sta dicendo, pur con le sue inevitabili ambivalenze (e strumentalizzazioni), qualcosa di importante per la nostra economia, e democrazia. Per comprendere qualche cosa che non emerge dalla semplice cronaca, è necessario tornare all’origine delle 'aziende municipalizzate', che oggi in Italia sono quasi 5mila.

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Comuni senza strategia

  • sabato, 23 novembre 2013

Paolo Baroni

A Genova la privatizzazione, parziale, degli autobus l’avevano già tentata nel 2005. Ma non è servita a nulla, anzi.
I soci francesi (la Rapt subentrata a Transdev) nel 2011, infatti, se la sono data a gambe levate. Sono dunque almeno 8 anni che l’Amt è in mezzo al guado, in crisi nera, con il Comune che non riesce a saltarci fuori.

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La tragedia della mia isola

  • giovedì, 21 novembre 2013

Paolo Fresu

Continuavo a guardare le immagini in tv ma presto mi sono staccato. Perché al di là degli aggiornamenti c’è un’unica realtà: sono morte delle persone, in un’isola già profondamente martoriata che vive uno dei momenti più difficili della sua storia. Una terra che esprime un’incredibile dicotomia tra come viene vista all’esterno simbolo di bellezza, consumo, leggerezza e la sua realtà del quotidiano. Dicotomia forse più.

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Fare città per combattere la crisi

  • giovedì, 14 novembre 2013

Roberto Bortolotti

La crisi finanziaria sta congelando le città di tutto il mondo. E’un  dato di fatto ci obbliga a riflettere sulla gestione complessiva della realtà urbana negli ultimi decenni. Non si tratta solo di discutere sulle singole aree, quei vuoti urbanistici che, oltre a rappresentare l’assenza di decisioni, sono fonte di continui cambi di direzione.

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Disoccupati e inattivi

  • domenica, 27 ottobre 2013

lavoce.info

La disoccupazione è, giustamente, una delle questioni più dibattute, in Italia come anche negli altri paesi. I più recenti dati Eurostat (secondo trimestre 2013) mostrano come il tasso di disoccupazione in Italia sia arrivato al 12,10 per cento, poco più di un punto percentuale della media europea (10,9 per cento). Un livello decisamente preoccupante.

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Non più e non ancora

  • lunedì, 21 ottobre 2013

Luca Paolazzi*

Credo che la condizione indispensabile per dare soluzione all’incertezza del nostro tempo sia la conoscenza della realtà in cui viviamo. Il nuovo libro di Bonomi è innanzitutto questo, uno strumento per capire la nostra realtà, da dove veniamo e dove stiamo andando, o per dirla con l’autore, per narrare il “non più” e capire il “non ancora”. Conoscere e capire sono passaggi obbligati per immaginare il nostro futuro.

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Cultura

culturaQuest'estate abbiamo attraversato l'Italia per arrivare in Sicilia. Il nostro obiettivo era quello di conoscere da vicino due teatri occupati siciliani, il Teatro Coppola Occupato di Catania e il Teatro Garibaldi Aperto di Palermo, che fanno parte della rete variegata di spazi culturali autogestiti che sono stati aperti in questi ultimi due anni in tutta Italia.  
Il Teatro Valle Occupato a Roma nel giugno 2011 ha dato una visibilità nazionale a questo movimento che è fatto di tante realtà diverse disseminate nella penisola: Sale Docs a Venezia, Macao a Milano, La Balena a Napoli, solo per citarne alcuni. Ognuna di queste realtà ha una storia particolare legata al contesto territoriale in cui è nata e alla storia delle persone che l'hanno generata, ma tutte hanno in comune l'esigenza di riportare al centro del discorso pubblico il tema della cultura attraverso la sperimentazione di nuove pratiche di partecipazione e autogoverno dal basso.
Il disagio rispetto all'esistente, nei confronti di un sistema culturale schiacciato su una prospettiva esclusivamente economica e privo di inventiva e coraggio; questo disagio ha messo in moto centinaia di persone alla ricerca di un nuovo mondo possibile.
Abbiamo voluto avvicinarci a questo magma di esperienze ed energie perché abbiamo percepito che qui si gioca una sfida importante del presente, un prezioso sforzo di immaginazione collettiva di cui è così povero il nostro tempo.

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