TAG Immigrazione

Abbiamo chiuso il sogno in un bunker

  • venerdì, 9 maggio 2014

Saskia Sassen

Il nostro mondo, preda di ingiustizie e conflitti, ha bisogno dell’Europa. Ma dell’Europa come era stata pensata, e cioè basata su un forte contratto sociale che ambisce alla giustizia collettiva e a proteggere gli svantaggiati; dell’Europa che per gestire i conflitti internazionali ricorre alla diplomazia e alla legalità, e non alla forza degli eserciti; dell’Europa che lavora con l’ambiente, e non contro l’ambiente, dimostrando così di essere più avanzata di buona parte del pianeta.
Questa Europa ideale, però, è venuta meno e nel corso degli ultimi anni ha preso alcune decisioni che l’hanno allontanata da ciò che doveva essere. Il regresso è evidente in molti ambiti, perfino in quei settori economici che quasi per definizione sono un po’ “predatori” e che dunque negli anni potrebbero aver tratto vantaggio, come le grandi banche europee.

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Paure europee

  • martedì, 11 febbraio 2014

Giovanna Zincone

Il referendum di revisione costituzionale che ha vinto ieri in Svizzera mira a limitare l’immigrazione in generale, ma impatterà in specie su quella dei cittadini dell’Ue.  
Infatti, non si limita a introdurre la possibilità di programmare i flussi migratori imponendo tetti massimi, ma prevede pure la revisione degli accordi internazionali in contrasto con questa politica: di fatto, quelli con l’Unione Europa, rispetto ai quali vigeva una politica di libera circolazione. Il referendum promosso dal partito di destra Udc ha visto avversi il governo federale e il mondo imprenditoriale.  

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Clandestino

  • lunedì, 13 gennaio 2014

Davide Buldrini

Al rientro dalle vacanze di natale, proprio mentre una mia connazionale veniva espulsa perché rimasta senza lavoro, il governo belga mi ha recapitato comodamente sulla mia scrivania la mia nuova carta d’identità. E’ un documento strano, di plastica. Come una carta di credito. Non c’è nessuna bandiera sopra. C’è la silhouette del Belgio, c’è la mia nazionalità, c’è scritto il mio lavoro, e c’è una data di scadenza che coincide con la scadenza del mio contratto. Non c’è nessun riferimento all’Europa. Nessuna stella. L’Europa è menzionata solo nel lavoro che faccio. La mia Carte d’identité spéciale non racconta niente di me. Non aggiunge nulla a ciò che sono. Mi serve solo per non essere mandato via dal paese come la mia connazionale di cui sopra, suppongo.
Non capisco perché, l’Unione Europea mi ha dato un lavoro, mi ha dato la possibilità di crescere professionalmente, ma fallisce miseramente nel darmi una cittadinanza vera.

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Full Metal-Mauro Jacket

  • martedì, 31 dicembre 2013

Giorgia Cardini

L'ultima trovata del ministro ciellino ex Fi, ex Pdl ed ex Sc Mario Mauro, è la seguente: se gli immigrati vogliono ottenere la cittadinanza italiana, facciano il servizio militare.
Non c'è da meravigliarsi. Di Mauro è passata alla storia la frase "Per amare la pace, bisogna armare la pace", pronunciata in difesa dell'indifendibile acquisto dei cacciabombardieri F35 (il copyright è però del suo predecessore Beniamino Andreatta, che usò queste parole nel 1997 per difendere la spesa di 121 Eurofighter); e la sua battaglia a favore degli "scivoli d'oro" nelle forze armate, mentre non si ricorda un suo intervento degno di nota per gli esodati.
Inoltre, l'idea del nostro Full Metal-Mauro Jacket è in perfetta continuità con una Repubblica che festeggia se stessa il 2 giugno, facendo sfilare i corpi militari invece dei rappresentanti di quella società civile che ha costruito e costituisce l'ossatura della nostra democrazia: gli studenti gli insegnanti, i professionisti, gli imprenditori di tutte le categorie, gli operai, i volontari, le famiglie...

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Carceri

  • mercoledì, 16 ottobre 2013

Chiara Bert

“Le nostre carceri scoppiano di poveracci e la società non è diventata più sicura”. Il senatore altoatesino Francesco Palermo lo dice dopo quattro ore di visita al carcere di Spini di Gardolo, ieri mattina, dove insieme all’avvocato Fabio Valcanover, storico esponente radicale, ha incontrato detenuti e agenti della polizia penitenziaria, in un momento dove il tema carceri è al centro del dibattito politico con la proposta di amnistia ed indulto lanciata dal Presidente della Repubblica Napolitano.

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La dittatura del senso comune

  • venerdì, 11 ottobre 2013

Elisabetta Gualmini

Non c’è proprio niente di nuovo nella scomunica a firma doppia di Grillo e Casaleggio ai due (ingenui) cittadini-senatori Buccarella e Cioffi, autori dell’emendamento che abolisce il reato di clandestinità. È almeno dal 2006, quando il Movimento non aveva ancora messo piede nei palazzi della politica, che Grillo non si discosta di una virgola dalla stessa posizione su immigrazione e dintorni. 

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Appunti di Politica

  • mercoledì, 2 ottobre 2013

Michele Nardelli

La presentazione di un libro non è esattamente campagna elettorale ma devo dire che quel che emerge dall'incontro con Silvano Falocco è qualcosa di più di una manifestazione di sensibilità verso la qualità degli acquisti pubblici e privati, che pure non sarebbe cosa da nulla.

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Razzismo italiano

  • domenica, 15 settembre 2013

Lee Marshall

Un articolo della scrittrice etiope Maaze Mengiste sul razzismo in Italia, apparso sul Guardian (e pubblicato su Internazionale questa settimana), sta provocando un dibattito vivace sul sito del giornale britannico.

Mengiste comincia ricordando ai lettori inglesi le minacce e gli insulti continui rivolti alla ministra Cécile Kyenge: dalla similitudine con un orango fatta da Roberto Calderoli ai manichini cosparsi di vernice rossa sistemati a fine luglio tra gli stand della festa Pd di Cervia, dove Kyenge era attesa (il gesto è stato bissato a Roma un mese dopo). Certo, in questi due casi si tratta di esponenti della Lega nord e di Forza nuova, che non rappresentano la maggioranza degli italiani. Gruppi analoghi esistono in tutta Europa, anche in Gran Bretagna, dove il razzismo da stadio è ancora in agguato, insieme a una nuova e pericolosa forma di razzismo “ragionevole&rdqo;, fomentata anche dalle istituzioni, che si nasconde dietro alla lotta all’immigrazione clandestina. Ma la tesi di Mengiste riguarda anche un paese in cui è pensabile che un presidente del consiglio definisca abbronzato Barack Obama, o un paese in cui una signora, apparentemente per bene, in fila davanti al banco del pesce al supermercato, si rivolga all’amica dicendo: “Ah, ma io sono razzista, non ho problemi a ammetterlo”.

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Cittadinanza

CittadinanzaFormare cittadini ibridi: sangue, suolo o scuola? La necessità di riformare la legge sulla concessione della cittadinanza per chi nasce in Italia da genitori stranieri è stata richiamata più volte negli ultimi anni da importanti figure istituzionali come il Presidente Napolitano, o dall’allora presidente della Camera Gianfranco Fini (sì, quello della legge Bossi-Fini), senza che ci fossero reazioni eccessivamente forti da parte dell’opinione pubblica o del mondo politico.
Oggi la legge che regola la cittadinanza (n. 91 del 5 febbraio 1992) prevede che chi nasce in Italia da genitori stranieri assuma la cittadinanza dei genitori e quindi il diritto di permanere in Italia, paese di nascita, è legato alla regolarità del permesso di soggiorno dei genitori. In Italia è il principio dello ius sanguinis che fonda l’italianità. Non basta essere nati in Italia, non basta aver frequentato la scuola italiana fin dall’infanzia, conoscere questo paese meglio di qualsiasi altro, parlarne la lingua o un dialetto: l’italianità è evidentemente ereditaria.
Giovanna Zincone ha spesso sottolineato la logica “familista” che esprime questa legge riservando un trattamento radicalmente diverso a chi, pur non avendo mai messo piede in Italia e non parlando una parola di italiano, è figlio/a o marito/moglie di un emigrato italiano all’estero. “Secondo la legge italiana, il sangue, per quanto diluito nel tempo, conta più di un’appartenenza voluta e provata. Basta provare di avere un discendente italiano, mentre la costante volontà di far parte della nazione di origine di solito non viene testata” (Zincone, 2006, p. 6). 
La necessità o quanto meno l’opportunità di intervenire sulla legge per agevolare chi nasce in Italia da genitori stranieri è una delle priorità che si è data la ministra dell’integrazione Kyenge, favorevole ad uno ius soli “temperato”, secondo cui chi nasce in Italia da genitori residenti regolarmente in Italia da almeno cinque anni, acquisirebbe automaticamente la cittadinanza italiana.

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Intercultura e parità

  • lunedì, 9 settembre 2013

Adel Jabbar

Ngugi Wa Thiong 'o, scrittore keniota nel suo libro ("Spostare il centro del mondo. La lotta per le libertà culturali, Meltemi, Roma, 2000) ci descrive l'incontro tra culture, partendo dalla propria esperienza. In uno dei capitoli presenti nel volume racconta di come ha dovuto sostituire la lingua nativa, il Kikuyu, con l'inglese. Per apprendere questa lingua ha prima imparato la posizione geografica dei diversi luoghi dell’Inghilterra, quando non conosceva nemmeno i luoghi del Kenya.

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I diritti dei colpevoli

  • giovedì, 8 agosto 2013

Michela Marzano

Che in uno Stato di diritto le forze dell'' ordine abbiano il dovere di garantire la sicurezza di tutti i cittadini e il vivere insieme collettivo è fuori discussione. Soprattutto in un periodo di crisi non solo economica ma anche sociale e morale come la nostra, un'' epoca in cui i crimini e i delitti contro le persone non cessano di aumentare e la cronaca è scandita quasi quotidianamente da fatti di sangue

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Forum 5: Relazioni internazionali

Relazioni internazionali: Europa, Euregio, internazionalizzazione, cooperazione internazionale, cultura della pace.

"Non c’è viaggio senza che si attraversino frontiere - politiche, linguistiche, sociali, culturali, psicologiche, anche quelle invisibili che separano un quartiere da un altro nella stessa città, quelle tra le persone, quelle tortuose che nei nostri inferi sbarrano la strada a noi stessi. Oltrepassare frontiere; anche amarle - in quanto definiscono una realtà, un’individualità, le danno forma,salvandola così dall’indistinto - ma senza idolatrarle, senza farne idoli che esigono sacrifici di sangue. Saperle flessibili, provvisorie e periture, come un corpo umano, e perciò degne di essere amate; mortali, nel senso di soggette alla mort, come i viaggiatori, non occasione e causa di morte, come lo sono state e lo sono tante volte.

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Aspettando il prossimo Calderoli

  • martedì, 16 luglio 2013

Marco Bracconi

La cosa più amara di tutta la faccenda, e anche di molte altre, è che succederà di nuovo. Passerà qualche mese, magari un anno, e in qualche festa leghista Calderoli darà dello scimmione al primo nero che passa. 

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L'integrazione mite

Sikh in ItaliaLampedusa: circa un anno fa, a reti unificate, si annunciava l'inizio dell'invasione dei migranti provenienti dalla Tunisia (204 al primo sbarco). La primavera araba, le furbizie politiche, i ricatti dei dittatori nordafricani e la prospettiva di un futuro migliore erano il motore del fenomeno. La gestione italiana del flusso migratorio ha reso un rivolo d'acqua una fiumana. Si è voluto infondere timore per poi rassicurare. La realtà è un'altra. Gli immigrati che giungono sulle nostre coste via mare sono solo il 10%. Per il restante 90% il processo di integrazione è spesso diverso. Invisibile e lento, contribuisce al sistema e garantisce la sopravvivenza di tipicità italiane. La loro è un'integrazione mite.

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La diversità dei Sinti

SintiL'irriducibilità della cultura romanì è sempre stata quanto di più difficile e sfuggente da indagare. L'assenza è la cifra del loro vivere nel mondo dei Gage (il nostro). In questi ultimi anni assistiamo però a un fenomeno nuovo e insolito: i Sinti in Trentino hanno deciso di proporsi attivamente sul fronte delle politiche pubbliche che li riguardano. Partecipano ai tavoli, incontrano esponenti dell'amministrazione, avanzano soluzioni. Sarebbe da sconsiderati non cogliere l'opportunità che i Sinti trentini stanno offrendo a tutta la comunità.

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