TAG Lavoro

Lavoro e innovazione

  • lunedì, 8 dicembre 2014

Franco Ianeselli

Io di mestiere faccio il sindacalista e voglio portarvi la mia esperienza maturata in questi anni così difficili per i
lavoratori. Quello che mi colpisce, osservando il dibattito nazionale sul lavoro, è la difficoltà, da parte di molti attori tra cui in particolare lo stesso sindacato, a comprendere che è in atto una nuova “grande trasformazione”. E' legata a più dimensioni: nelle economie che rispondono alla globalizzazione si stanno creando tanti, nuovi mestieri che fino a
poco tempo non esistevano; questi mestieri diventano di successo quando contengono un alto contenuto di
conoscenza, continuamente rinnovata, e sono inseriti in organizzazioni in grado di rispondere velocemente a
continui cambiamenti.

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Ascoltate chi sta sul campo

  • giovedì, 4 dicembre 2014

Giuseppe De Rita

Forse è un falso allarme. Ma le ultime settimane, coronate da un forte quanto inatteso assenteismo elettorale, hanno rimesso in discussione l’ambizioso disegno di disintermediare il rapporto fra politica di vertice e singoli cittadini attraverso la delegittimazione delle varie sedi intermedie di confronto e di mediazione. C’erano, ci sono state, tutte le condizioni per l’affermarsi di tale disegno: l’indicazione di un indiscutibile primato della politica; una forte leadership verticistica; una sua crescente empatia consensuale; una conseguente chiara volontà di rivolgersi direttamente ai cittadini; una notevole disponibilità di strumenti di convincimento collettivo (dalle conferenze stampa alle slides e ai tweet).

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Spring School 2014 / Territoriali ed europei

Scuola di formazione politica “Territoriali ed europei”

Eurovisioni. L'indignazione, il rebetiko e una nuova idea di contratto sociale
L'Europa non è il problema, bensì la chiave per affrontare un nuovo contesto.


Trento - 30 aprile, 1, 2, 3 maggio 2014

Il disegno di un'Europa politica  sta vivendo un forte appannamento. Le sue istituzioni sono viste da molti come un apparato burocratico ed un insieme di regole dettate dai poteri finanziari. Il suo allargamento è stato spesso vissuto dai cittadini dei paesi più forti come un'insidia al proprio status piuttosto che la costruzione di una casa comune. Gli stati nazionali cavalcano l'onda della paura per evitare di cedere verso l'Europa (e verso i territori) quote crescenti di sovranità. La politica si attarda a cercare soluzioni a carattere nazionale, quando invece la cifra dei problemi appare sempre più di natura sovranazionale e territoriale.

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Meno Provincia, meno Comuni

  • sabato, 5 aprile 2014

Alessandro Olivi

Puntuali e ricorrenti sono le riflessioni che il Direttore Giovanetti dedica ai suoi lettorisul tema dell’articolazione dei poteri in Provincia di Trento e sull’esigenza di costruire un rapporto maturo tra il centro e la periferia.
Nei tempi in cui, giustamente, i costi della politica sono all’ordine del giorno delle cronache giornalistiche, mi sembra corretto occuparsi non solo delle situazioni palesi ma rivolgersi anche alle distorsioni provocate dai tentativi di cambiamento del sistema istituzionale nel suo insieme che non hanno esplicato piene potenzialità.
C’è una comune constatazione che tiene insieme il contrastato dibattito di questi anni. Da un lato la presa d’atto dell’eccessiva invadenza dell’ente Provincia, corroborata da un quarantennio di competenze via via avocate dallo Stato e dalla Regione e dall’altro la frammentazione del sistema comunale, sempre più in affanno a reggere la sfida della qualità dei servizi pubblici territoriali.

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Qualità del paesaggio e filiere produttive

Pubblichiamo l'introduzione dell'interessante documento redatto da Sergio Remi (consulente per Trentino Sviluppo) sul tema dello sviluppo territoriale. Crediamo possa essere un ottimo contributo dal quale iniziare una riflessione sulle future prospettive economiche - e non solo - del Trentino. L'intero materiale è scaricabile accedendo al link inserito alla fine dell'articolo.

Trentino Sviluppo, su mandato dell’Assessorato all’urbanistica della PAT, sta accompagnando il processo di formazione dei piani territoriali in diverse Comunità di valle. L’attività d’inchiesta territoriale e d’animazione socio-economica a supporto della programmazione è partita da alcune considerazioni.

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Clandestino

  • lunedì, 13 gennaio 2014

Davide Buldrini

Al rientro dalle vacanze di natale, proprio mentre una mia connazionale veniva espulsa perché rimasta senza lavoro, il governo belga mi ha recapitato comodamente sulla mia scrivania la mia nuova carta d’identità. E’ un documento strano, di plastica. Come una carta di credito. Non c’è nessuna bandiera sopra. C’è la silhouette del Belgio, c’è la mia nazionalità, c’è scritto il mio lavoro, e c’è una data di scadenza che coincide con la scadenza del mio contratto. Non c’è nessun riferimento all’Europa. Nessuna stella. L’Europa è menzionata solo nel lavoro che faccio. La mia Carte d’identité spéciale non racconta niente di me. Non aggiunge nulla a ciò che sono. Mi serve solo per non essere mandato via dal paese come la mia connazionale di cui sopra, suppongo.
Non capisco perché, l’Unione Europea mi ha dato un lavoro, mi ha dato la possibilità di crescere professionalmente, ma fallisce miseramente nel darmi una cittadinanza vera.

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Meno tasse, basta partiti

  • martedì, 31 dicembre 2013

Ilvo Diamanti

L’Italia: un Paese senza patrie, né grandi né piccole, senza riferimenti comuni e condivisi. Abitato da una società orfana delle istituzioni, ma in movimento continuo e diffuso.
Alla ricerca di comunità, di appigli a cui attaccarsi. Per ora, con scarsi esiti. È il ritratto in chiaroscuro tratteggiato dalla XVI indagine di Demos (per Repubblica), dedicata al “rapporto fra gli Italiani e lo Stato”.
1. Il primo aspetto che emerge, come si è detto, riguarda il distacco profondo dalle istituzioni politiche e di governo. Non è un fatto nuovo, ma colpisce, comunque, per le proporzioni che ha assunto. Lo Stato, le Regioni, i Comuni: le sedi del governo centrale e locale, rispetto a un anno fa, hanno perduto ulteriormente credito. Come il Presidente della Repubblica (quasi 6 punti in meno), che paga il ruolo da protagonista assunto, negli ultimi mesi. E se il Parlamento e gli stessi partiti hanno perduto pochi consensi è solo perché non hanno più molto da perdere, vista la residua dote di fiducia di cui ancora dispongono. Molto al di sotto del 10%.

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La nuova normalità

  • lunedì, 2 dicembre 2013

Paul Krugman

Se trascorreste un po’ di tempo in compagnia dei funzionari monetari vi accorgereste di sentirli parlare spesso di “normalizzazione”. La maggior parte di tali funzionari, non tutti in verità, ammette che questo non è proprio il momento di essere spilorci, che per adesso il credito deve essere facilmente accessibile e i tassi di interesse devono essere bassi.

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Musei

  • martedì, 26 novembre 2013

Tommaso Montanari

Il museo è un'istituzione permanente senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo, aperta al pubblico, che effettua ricerche sulle testimonianze materiali e immateriali dell’uomo e del suo ambiente, le acquisisce, le conserva, le comunica e specificamente le espone per scopi di studio, educazione e diletto”.

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Municipalizzate

  • domenica, 24 novembre 2013

Luigino Bruni

Quanto accade in questi giorni a Genova ci sta dicendo, pur con le sue inevitabili ambivalenze (e strumentalizzazioni), qualcosa di importante per la nostra economia, e democrazia. Per comprendere qualche cosa che non emerge dalla semplice cronaca, è necessario tornare all’origine delle 'aziende municipalizzate', che oggi in Italia sono quasi 5mila.

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Comuni senza strategia

  • sabato, 23 novembre 2013

Paolo Baroni

A Genova la privatizzazione, parziale, degli autobus l’avevano già tentata nel 2005. Ma non è servita a nulla, anzi.
I soci francesi (la Rapt subentrata a Transdev) nel 2011, infatti, se la sono data a gambe levate. Sono dunque almeno 8 anni che l’Amt è in mezzo al guado, in crisi nera, con il Comune che non riesce a saltarci fuori.

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La tragedia della mia isola

  • giovedì, 21 novembre 2013

Paolo Fresu

Continuavo a guardare le immagini in tv ma presto mi sono staccato. Perché al di là degli aggiornamenti c’è un’unica realtà: sono morte delle persone, in un’isola già profondamente martoriata che vive uno dei momenti più difficili della sua storia. Una terra che esprime un’incredibile dicotomia tra come viene vista all’esterno simbolo di bellezza, consumo, leggerezza e la sua realtà del quotidiano. Dicotomia forse più.

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Disoccupati e inattivi

  • domenica, 27 ottobre 2013

lavoce.info

La disoccupazione è, giustamente, una delle questioni più dibattute, in Italia come anche negli altri paesi. I più recenti dati Eurostat (secondo trimestre 2013) mostrano come il tasso di disoccupazione in Italia sia arrivato al 12,10 per cento, poco più di un punto percentuale della media europea (10,9 per cento). Un livello decisamente preoccupante.

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Lavoro e autonomia

  • martedì, 15 ottobre 2013

Partito Democratico del Trentino

E’ stata firmata oggi l’intesa tra Provincia autonoma di Trento e Ministero del Lavoro riguardante la delega sugli ammortizzatori sociali, prevista dalla legge 191 del 2009, seguita all’Accordo di Milano. Si tratta di un passaggio fondamentale nel complesso percorso previsto per l’attuazione della delega, che segue di qualche mese l’approvazione delle norme di attuazione della legge delega approvate lo scorso  marzo.

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Cultura

culturaQuest'estate abbiamo attraversato l'Italia per arrivare in Sicilia. Il nostro obiettivo era quello di conoscere da vicino due teatri occupati siciliani, il Teatro Coppola Occupato di Catania e il Teatro Garibaldi Aperto di Palermo, che fanno parte della rete variegata di spazi culturali autogestiti che sono stati aperti in questi ultimi due anni in tutta Italia.  
Il Teatro Valle Occupato a Roma nel giugno 2011 ha dato una visibilità nazionale a questo movimento che è fatto di tante realtà diverse disseminate nella penisola: Sale Docs a Venezia, Macao a Milano, La Balena a Napoli, solo per citarne alcuni. Ognuna di queste realtà ha una storia particolare legata al contesto territoriale in cui è nata e alla storia delle persone che l'hanno generata, ma tutte hanno in comune l'esigenza di riportare al centro del discorso pubblico il tema della cultura attraverso la sperimentazione di nuove pratiche di partecipazione e autogoverno dal basso.
Il disagio rispetto all'esistente, nei confronti di un sistema culturale schiacciato su una prospettiva esclusivamente economica e privo di inventiva e coraggio; questo disagio ha messo in moto centinaia di persone alla ricerca di un nuovo mondo possibile.
Abbiamo voluto avvicinarci a questo magma di esperienze ed energie perché abbiamo percepito che qui si gioca una sfida importante del presente, un prezioso sforzo di immaginazione collettiva di cui è così povero il nostro tempo.

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