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Progetti e processi

  • giovedì, 23 gennaio 2014

Federico Zappini

“L’architettura della partecipazione” è il titolo di un libricino, ripubblicato di recente, che raccoglie un importante intervento dell’architetto Giancarlo De Carlo, datato 1969. In queste pagine – che lette oggi sanno di profezia inascoltata – viene descritto un approccio incredibilmente moderno al ruolo dell’architettura (e dell’urbanistica) in relazione alla vita e alla trasformazione delle città. Non solo. Se non lo si ritiene esclusivamente un testo per addetti ai lavori, ci si accorge che le parole che De Carlo usa per dipingere la figura del progettista dovrebbero essere quelle che caratterizzano l’azione della politica, in ogni campo.Coraggio, ascolto, spirito critico, contaminazione, condivisione, rifiuto dell’autosufficienza, multidisciplinarietà, orizzontalità. Tutte caratteristiche di una partecipazione per nulla di maniera, ma reale e praticata. De Carlo antepone in questo modo il processo al progetto, si interessa di come i cambiamenti avvengono dentro la città e in che modo possa sentirsi coinvolto in essi il maggior numero possibile di soggetti. Ci tornerò tra poco, parlando della città di Trento.

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Contro l’apologia dilagante dell’ignoranza

  • martedì, 7 gennaio 2014

Fabio Chiusi

Da qualche tempo ho la percezione netta che stia dilagando una giustificazione a priori dell’ignoranza, e una condanna altrettanto aprioristica di qualunque forma di pensiero sia riconducibile alle etichette «intellettuali» e «cultura». Non ho modo di dimostrarla: servirebbe un’analisi rigorosa del fenomeno. Ma la percezione resta. E poi quell’analisi sarebbe condotta secondo un metodo che, appunto, non giungerebbe a chi lo rifiuta. E invece è proprio a queste persone che voglio rivolgermi.

A quelli che il Datagate non dice niente di nuovo, perché sapevano già tutto. A quelli che la medicina ufficiale è una fregatura, meglio il metodo Stamina. A quelli (un italiano su due, dice Demos) che la democrazia si può fare senza partiti, tanto c’è «la Rete».

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Fare città

Un mese fa sostenevo sul "Corriere del Trentino” la necessità di inventarci una nuova urbanistica che ci dia strumenti per resistere ad una crisi economica devastante. Un’urbanistica che non crei solo problemi come ora, ma che trovi soluzioni, che non blocchi la città con i suoi piani di piombo ma che svolga il suo compito principale cioè quello di “fare città”. E proponevo la convocazione, su questi temi, degli “stati generali della città” come momento di analisi ed elaborazione di una nuova strategia urbanistica condivisa. Mi riferisco ovviamente alla città di Trento la cui crisi è innanzitutto una crisi di decisioni, un’incapacità decisionale di cui la vicenda della biblioteca universitaria è solo la punta dell’iceberg. Cerco qui di approfondire questa proposta.

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Movida trentina

  • sabato, 23 novembre 2013

Simone Valle e Lorenzo Borga*

Caro sindaco Andreatta, abbiamo letto attentamente la sua intervista di lunedì sull’Adige (eccola) in merito alla proposta di spostare a Gardolo nord la movida giovanile ed essendoci sentiti chiamati in causa, ecco la nostra risposta.

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Politica territoriale

  • martedì, 19 novembre 2013

Federico Zappini

Abbiamo un nuovo Presidente e una nuova Giunta. Prende il via una delle legislature più importanti eppure più incerte della storia recente del Trentino.
Partiamo da un dato che emerge dall’ultimo voto provinciale. L’orizzonte territoriale, così come bene lo descrive Luca Paolazzi nel suo intervento, non è un tema che scalda eccessivamente i cuori.

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Biblioteche

  • venerdì, 27 settembre 2013

Roberto Bortolotti

La cultura può essere una grande risorsa ma per esserlo ha bisogno di una società che pensa e che ama pensare. La cultura invece soffre quando è attraversata dal brivido della polemica, quando è impiccata all'albero delle convenienze economiche, quando affoga nell'indecisione e quando viene buttata in farsa.

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Assenze politiche

  • giovedì, 26 settembre 2013

Massimo Mantellini

Ho una lista molto lunga di cose che non voglio dire e che non vorrei ascoltare sul passaggio di Telecom Italia sotto il controllo di Telefonica. Poi ho una lista molto breve di cose che voglio dire e che vorrei ascoltare sul futuro di Telecom Italia.

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Forum 5: Relazioni internazionali

Relazioni internazionali: Europa, Euregio, internazionalizzazione, cooperazione internazionale, cultura della pace.

"Non c’è viaggio senza che si attraversino frontiere - politiche, linguistiche, sociali, culturali, psicologiche, anche quelle invisibili che separano un quartiere da un altro nella stessa città, quelle tra le persone, quelle tortuose che nei nostri inferi sbarrano la strada a noi stessi. Oltrepassare frontiere; anche amarle - in quanto definiscono una realtà, un’individualità, le danno forma,salvandola così dall’indistinto - ma senza idolatrarle, senza farne idoli che esigono sacrifici di sangue. Saperle flessibili, provvisorie e periture, come un corpo umano, e perciò degne di essere amate; mortali, nel senso di soggette alla mort, come i viaggiatori, non occasione e causa di morte, come lo sono state e lo sono tante volte.

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5 forum per progettare azioni di governo. Partecipa!

5 nuovi forum, 5 diversi ambiti di policy all’interno dei quali sviluppare un dibattito capace di dare sia indirizzi politici che indicazioni di carattere amministrativo. Registrati e partecipa alla discussione!

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Fare politica oggi

La politica non gode certo in questi giorni di una grande reputazione. Una crescente e generalizzata distanza dai cittadini, l'accusa di non dare risposte ai problemi dei territori, le critiche alla Casta. I partiti soffrono delle stesse gravi difficoltà. Dentro questo contesto è bene provare a raccontare anche qualche storia in controtendenza, qualche esperienza che faccia riflettere sul vero significato del "fare politica". Questa è la storia della campagna elettorale dello scorso febbraio nel collegio senatoriale della Valsugana raccontata da un giovane tesserato del Partito Democratico.

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Liberi, aperti e connessi al mondo

Liberi aperti e connessi al mondoIl consiglio provinciale ha da poco approvato la prima legge organica in materia di società dell'informazione in Provincia di Trento. Il percorso legislativo, avviato con una proposta centrata sul software libero e sulla necessità di avere dati aperti, è giunto a un provvedimento che investe l'insieme della società dell'informazione e dell'amministrazione digitale. Un passo importante per attrezzare il Trentino ai cambiamenti tecnologici in atto ma anche per affrontare la crisi globale. Uno strumento in più per adeguare i programmi informatici alle esigenze del territorio e dell'economia locale, ma anche per avere una pubblica amministrazione più vicina ai cittadini.

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Indignados

Acampada BC 2011Il movimento degli Indignados è stato per lo più descritto attraverso cronache giornalistiche che si limitano spesso a esaltare l'immagine della piazza e il clamore della partecipazione di massa.
Vogliamo qui analizzarne quattro aspetti molto importanti, ovvero l'organizzazione, l'ideologia, il linguaggio e la passione. La considerazione di queste dimensioni, accompagnate da alcune domande di fondo, permettono forse di svelare la complessità del fenomeno Indignados e più in generale i cambiamenti in atto nei sistemi politici di riferimento.

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Costi della politica

costi politicaUn paese che è allo sbando, un parlamento che non sa guidarlo e che si occupa invece di salvare dai guai giudiziari chi lo dovrebbe governare. Una pesante crisi economica e misure di risanamento che finiscono come sempre per colpire le classi più deboli. Un paese segnato da profonde disuguaglianze e da tanti privilegi che minano alla base la credibilità della classe politica. In questa cornice parlare del costo della politica senza cadere nella retorica e nell'antipolitica è impresa difficile.

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Social network per cosa

rete politica responsabileCosa dire. A cosa dare precedenza. Nell'agorà il cosa è importante. Come in parlamento, anche nell'agorà le priorità in agenda sono fondamentali. Fare politica è anche discernere le questioni che "dovrebbero interessare" i più da quelle che dovrebbero interessare un'esigua minoranza se non, addirittura, un singolo. Ma anche il come e l'attraverso cosa è altrettanto importante. Se i temi, affrontati anche da questo sito, non vengono tradotti e comunicati ai più a che servono? Non si verrebbe, forse, ad aumentare il divario su chi ragiona attorno alla cosa pubblica e chi viene lasciato ai margini?

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La diversità dei Sinti

SintiL'irriducibilità della cultura romanì è sempre stata quanto di più difficile e sfuggente da indagare. L'assenza è la cifra del loro vivere nel mondo dei Gage (il nostro). In questi ultimi anni assistiamo però a un fenomeno nuovo e insolito: i Sinti in Trentino hanno deciso di proporsi attivamente sul fronte delle politiche pubbliche che li riguardano. Partecipano ai tavoli, incontrano esponenti dell'amministrazione, avanzano soluzioni. Sarebbe da sconsiderati non cogliere l'opportunità che i Sinti trentini stanno offrendo a tutta la comunità.

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