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L’Europa svilita da populismi e nazionalismi

  • venerdì, 9 maggio 2014

Nadia Urbinati

Nell'editoriale di domenica, Eugenio Scalfari commentava la riflessione di Michael Walzer sulla preoccupante discordia tra i diritti dell’uomo e i diritti del cittadino. L’Europa geo-politica riflette questa discordia, spaccata a metà anch’essa: ad est, città e nazioni che ridiventano teatro di battaglie etniche, fulminee annessioni imperiali di stati sovrani, e pratica ordinaria della forza e della minaccia della guerra; ad ovest, un’unione di stati democratici che appare sempre meno convinta di sé, divisa tra la difesa di una politica della cooperazione e dei diritti e la proclamazione della centralità degli interessi nazionali. La crisi economica rallenta lo spirito unitario e gonfia i protagonismi nazionalistici, armando movimenti neo-fascisti e propaganda populista. La regressione nazionalista che l’argomento della crisi sembra giustificare (purtroppo non solo a destra) è un segno esplicito di questa discordia tra diritti umani universali e diritti politici di cittadinanza.

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L'Europa al bivio

  • venerdì, 9 maggio 2014

Andrea Manzella

Le istituzioni non sono "cose che si mangiano", certo. Ma solo con istituzioni efficaci si possono impostare politiche che facciano "mangiare". Negli ultimi cinque tempestosi anni le istituzioni dell'Unione europea sono materialmente cambiate nelle loro funzioni. La forma è rimasta quella raccontata nei Trattati: le loro azioni e interazioni non sono più quelle di prima. Questi diversi strumenti di governo possono dar vita a politiche economiche e sociali al di là della scelta unica della austerità fiscale? Questa è la scommessa di chi vede ancora nell'Unione multistatale il solo ordinamento giuridico strutturato al mondo che possa porsi come scudo e filtro agli effetti perversi della globalizzazione. Il solo ordinamento, insomma, che possa accampare una vera "sovranità" di fronte a quella rivoluzione caotica, povera di regole e di diritti e senza storia. Una sovranità sovranazionale per riportare la politica al centro delle decisioni sul modo di vivere e d'essere delle persone nel territorio.

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I palazzi della politica si riprendano il potere

  • domenica, 30 marzo 2014

Zygmunt Bauman

Noi europei del Ventesimo secolo ci troviamo sospesi tra un passato pieno di orrori e un futuro distante pieno di rischi. Non possiamo sapere cosa ci aspetterà in futuro. A oggi ogni soluzione che concordiamo di fronte al succedersi di sfide e dissensi emana un’aria di temporaneità. Sembra essere, e il più delle volte dimostra infatti di essere, valida «sino a nuova comunicazione», con una clausola ad hoc che ne rende possibile la revoca, così come ad hoc sono le nostre divisioni e coalizioni, fragili e incerte. Su Le Monde del due febbraio scorso Nicolas Truong, riferendosi ai concetti espressi ripetutamente da Daniel Cohn-Bendit e Alain Finkielkraut, ha delineato due opposti scenari per il futuro della nostra convivenza, di noi europei.

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Contro la povertà

  • domenica, 22 settembre 2013
Massimo Baldini e Daniele Pacifico

Il Sia è un nuovo schema contro la povertà, proposto dal ministero del Lavoro. È universale e selettivo in base alle condizioni economiche. Ha l’obiettivo di favorire un percorso di inclusione dei componenti del nucleo familiare. I costi e le ragioni per cui andrebbe introdotto gradualmente.

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Forum 2: Sviluppo locale

Sviluppo locale: industria, artigianato, agricoltura, cooperazione, foreste, commercio, turismo, animazione territoriale, promozione.

Il Trentino: montagne incontaminate che incorniciano incantevoli laghi, splendidi boschi, bucolici scenari di mucche al pascolo in alpeggi mozzafiato, viticoltura d'eccellenza, piccoli frutti dal sapore paradisiaco e le famose saporitissime mele DOP... una terra d'incanto, da cartolina.Il Trentino è sicuramente anche questo ma è anche la terra delle seconde case, dei molti, troppi alberghi e impianti di risalita ai quali troppo è concesso. La terra dove i piccoli allevatori fanno fatica a continuare a vivere e dove stanno sorgendo sempre più conflitti attorno all'agricoltura monocolturale che vi si pratica. Terra ricca di siti che, scopriamo troppo tardi, sono stai usati come pattumiere.

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Forum 3: Conoscenza e cultura

Conoscenza e cultura: cultura, istruzione, università, ricerca, innovazione.

Conoscenza, questa la chiave di volta per affrontare le sfide di questo passaggio di tempo. Conoscenza e innovazione, come strategia per venire a capo della crisi mondiale, costruendo eguaglianza e democrazia. Il Trentino come “regione europea della conoscenza”, un obiettivo più volte affermato nel programma provinciale della XIV legislatura ma ancora da realizzare. Esso concorre idealmente alla realizzazione del grande mosaico dello “spazio europeo” dell’apprendimento lungo l’intero corso della vita, così come è stato delineato dall’Unione Europea con il Memorandum sull’istruzione e la formazione permanente di Lisbona.L&squo;apprendimento permanente, come abbiamo indicato nella Legge Provinciale n.10/2013, rappresenta una vera e propria strategia di mutamento, un nuovo paradigma di sviluppo, per assicurare ai cittadini il raggiungimento di una conoscenza competitiva nel nuovo scenario della globalizzazione.Conoscenza competitiva non nell’accezione di economicismo liberistico di corto respiro, ma come spinta lunga all’innovazione, come conoscenza in grado di sprigionare nuove energie di ricerca e di aprire senza discriminazioni la comunicazione e l’integrazione tra saperi collettivi, così come originati in tempi e luoghi diversi.

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Forum 4: Governo del territorio

Governo del territorio: urbanistica, ambiente e tutela del paesaggio, infrastrutture, mobilità, trasporti, lavori pubblici.

Il governo del territorio, dato l’alto numero di interessi pubblici e privati sui quali incide, è di per sé un’attività complessa. Esso si configura come un’attività avente una funzione normativa ed è lo strumento attraverso il quale governare la trasformazione e lo sviluppo di un territorio e le dinamiche socio-economiche che su quel territorio insistono. La forte integrazione tra lo sviluppo di un territorio, le scelte localizzative, lo sviluppo economico e la regolazione delle dinamiche sociali, impongono il coordinamento tra gli strumenti di pianificazione territoriale e quelli di programmazione economica, in un disegno istituzionale dto di governance multilivello.

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Una nuova Cooperazione

CooperazioneLa Cooperazione riuscirà ad essere protagonista anche in futuro? La risposta, fornita da molti economisti, è positiva: sì, la cooperazione è ancora valida, principalmente per il suo radicamento nel territorio.
Ora bisognerebbe davvero chiedersi: è sufficiente?

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