TAG Trentino-Alto Adige

Tornare ad essere laboratorio politico

Faccio fatica a riconoscermi nella politica che c'è. Abbiamo provato in questi anni a sparigliare le carte nell'obiettivo di dar vita a nuove sintesi politico culturali, dovendoci al fine arrendere di fronte alle derive di una politica che ha pensato al cambiamento più come accettazione dell'ineluttabilità di un mondo segnato dalla diseguaglianza e dal potere del più forte piuttosto che nella ricerca di nuove strade di liberazione umana. Altri ci provano ancora, malgrado tutto, per non lasciare il campo libero a tali derive. Per chi come me l'impegno politico ha rappresentato una ragione di vita non è facile alzare bandiera bianca. Qualcuno, a dispetto delle stagioni delle nostre stesse esistenze, mi sprona nel ricominciare, anche in relazione alla rapida metamorfosi di quella sperimentazione che solo qualche anno fa, in uno dei miei interventi sulla legge finanziaria, avevo definito come “anomalia politica trentina”.

continua »

Tornare indietro sulle Comunità un grave errore

L'esito dei referendum per l'accorpamento dei Comuni ci dice molte cose. Chi ha pensato all'accorpamento come l'alternativa alle Comunità di Valle (il Patt, un pezzo rilevante del PD, il centrodestra e la Lega storicamente avversi alle Comunità, ma anche chi li ha sostenuti su questa strada) si è sbagliato di grosso. L'aver in buona sostanza recentemente sterilizzato la legge di riforma dell'assetto istituzionale trentino (la LP 3/2006), tornando indietro rispetto ad una delle scelte più importanti delle ultime legislature per ridisegnare il rapporto fra la PAT e il territorio, è stato un grave errore. La nascita delle Comunità di Valle prevedeva un passaggio di competenze importanti sul piano della programmazione territoriale tanto dalla PAT alle Comunità, quanto dai Comuni alle Comunità.

continua »

Creare luoghi per la politica

  • lunedì, 8 dicembre 2014

Michele Nardelli

Tante persone, a dimostrazione di una forte aspettativa e della preoccupazione per come vanno le cose in Trentino, ma per lo più volti conosciuti. Settantasei interventi, desiderio di ri-prendere la parola, ma anche testimonianza di una solitudine che non sempre aiuta la riflessione. Sguardi diversi che esprimono un sentire coalizionale, ma nella totale assenza di chi – nel Patt come nel PD – pensa di essere autosufficiente. Desiderio di riprendere un cammino originale, ma nella difficoltà di fluidificare percorsi in un corpo collettivo capace di delineare quel cambio di paradigma che la realtà impone... Intorno all'evento, il livore dei chierici. Di chi cioè non ha mai pensato al Trentino come un'anomalia politica.

continua »

La politica e le sette giare

Non parlerò direttamente del Trentino e del suo futuro, come richiederebbe il titolo dell’incontro. Apparentemente non farò proposte concrete, solo perché forse dobbiamo entrare nell’ordine delle idee che anche il metodo, soprattutto in politica, è a tutti gli effetti sostanza. Farò un passo indietro per provarne a fare due avanti. Abbiamo la necessità – oggi più che mai – di confrontarci sul come fare prima che sul cosa fare. ‎Solo in questa maniera possiamo immaginare di ricreare – in un contesto sociale e culturale tanto sfilacciati – le condizioni sufficienti (e obbligatorie) per lo sviluppo di un’azione politica capace di visioni e progettualità, non arroccata in una dimensione prevalentemente tattica e dai tratti fortemente personalistici. E’ solo così che pensiero e azione (lo slancio ideale e il pragmatismo) non diventano opzioni contrapposte ma attori sinergici del cambiamento, rimanendo altrimenti deboli e parziali se separati uno dall’altro.

continua »

Autonomia come antidoto alla "pianurizzazione"

Territorialità non significa localismo. Il localismo è la degenerazione più pericolosa della territorialità. Quando parlo di localismo parlo di chiusura verso l’esterno, di incapacità di cogliere le opportunità che vengono da fuori. Territorialità è invece la capacità di costruire una proposta politica e di governo adeguata a valorizzare il nostro sistema in chiave globale, partendo dalle risorse e dalle vocazioni del nostro territorio, che deve essere il primo fattore di competitività. Siamo un territorio piccolo, montuoso, verticale. Se non saremo capaci di evitare nel pensiero e nelle pratiche il rischio di una progressiva “pianurizzazione” saremo destinati all’anonimato.

continua »

180 secondi. Le tue idee per il Trentino.

180 secondi
Riconoscere il carattere di straordinarietà dell’Autonomia trentina e saperlo alimentare attraverso un esercizio non ordinario della politica (senza buona politica, l'Autonomia diventa un giogo) e della cittadinanza, oltre i rischi contrapposti del localismo e della verticalizzazione.
Assumere questa prospettiva per andare oltre le difficoltà di un presente che sembra incapace di generare futuro. Dare senso alle sfide della grande metamorfosi provocata dalla crisi, che ci costringe a riscrivere i tradizionali codici economici, sociali e culturali.

continua »

Coniughiamo dimensione e aspirazione

  • giovedì, 4 dicembre 2014

Alessio Manica

Ha ragione Lorenzo Dellai quando parla della necessità di aprire una riflessione ampia sul futuro del Trentino. Ne parliamo in tanti, e sicuramente da parecchio tempo, ormai da anni e a questo punto credo proprio sia giunto il momento di passare ai fatti, aprendo una riflessione ampia e partecipata sul futuro del Trentino e dell’Autonomia, dalla quale derivare un progetto politico e di governo capace di aggregare trasversalmente chi ha cuore il futuro nostro e del nostro territorio. Non possiamo negare che se un’anomalia trentina c’è stata, con riferimento alla lunga stagione in cui la nostra Provincia è riuscita ad essere laboratorio politico ed amministrativo innovativo, questa si è un po’ persa negli ultimi anni.

continua »

Oltre i 180 secondi

*Corriere del Trentino, 5 dicembre 2014

180 secondi sono un tempo brevissimo, eppure sufficiente per dire alcune cose. Dell'iniziativa proposta da Lorenzo Dellai (il prossimo 6 dicembre, a Trento) è facile elencare i possibili limiti. Questo esercizio lo praticheranno in molti, secondo un copione collaudato. Calata dall'alto, fuori tempo massimo, politicista. Con queste premesse sembrerebbe plausibile aspettarsi gli stessi risultati - non tutti esaltanti - degli ultimi esperimenti che hanno visto protagonista l'ex Presidente della Provincia di Trento. Ma è davvero questo il livello del dibattito al quale vogliamo partecipare e che siamo interessati a sostenere?

continua »

Eurovisioni

  • mercoledì, 30 aprile 2014

Ugo Morelli

Caro Paul,
ti ricordi? Era l’inizio degli anni sessanta del ventesimo secolo. Ti scrissi allora per invitarti a un dialogo tra ragazzini che, seppur nati in nazioni diverse e con lingue diverse, si ritrovavano a iniziare una nuova vita in una casa comune, la nascente Comunità Economica Europea. Quel compito in classe alle medie inferiori invitava a parlare dell’Europa. Avevamo una carta geografica e i sei colori dei primi sei paesi erano in evidenza. Erano colori diversi e non capivamo bene cosa stesse accadendo. Ci sembrava comunque una bella cosa quella parola, comunità, che inventava una nuova prospettiva e ci invitava ad incontrarci. Avevamo chiesto al nostro professore di storia di prima media inferiore perché ci fosse quell’aggettivo: economica. A qualcuno di noi, e a me fra questi, sembrava una limitazione dopo un’apertura.

continua »

Meno Provincia, meno Comuni

  • sabato, 5 aprile 2014

Alessandro Olivi

Puntuali e ricorrenti sono le riflessioni che il Direttore Giovanetti dedica ai suoi lettorisul tema dell’articolazione dei poteri in Provincia di Trento e sull’esigenza di costruire un rapporto maturo tra il centro e la periferia.
Nei tempi in cui, giustamente, i costi della politica sono all’ordine del giorno delle cronache giornalistiche, mi sembra corretto occuparsi non solo delle situazioni palesi ma rivolgersi anche alle distorsioni provocate dai tentativi di cambiamento del sistema istituzionale nel suo insieme che non hanno esplicato piene potenzialità.
C’è una comune constatazione che tiene insieme il contrastato dibattito di questi anni. Da un lato la presa d’atto dell’eccessiva invadenza dell’ente Provincia, corroborata da un quarantennio di competenze via via avocate dallo Stato e dalla Regione e dall’altro la frammentazione del sistema comunale, sempre più in affanno a reggere la sfida della qualità dei servizi pubblici territoriali.

continua »

La sfida dei personalismi

  • domenica, 30 marzo 2014

Marco Brunazzo

A distanza di qualche giorno dalla nomina del nuovo segretario del Pd non si fermano le polemiche. Con mente fredda, è giusto cercare di fare il punto su quanto successo e sulle prospettive future dell’azione del neo-segretario del partito, Giulia Robol. La prima polemica ha riguardato la legittimità del voto espresso dall’assemblea provinciale. Dopo la vittoria di Elisa Filippi al primo turno delle primarie, l’assemblea del partito ha infatti nominato una persona diversa, grazie anche all’appoggio del candidato arrivato terzo, Vanni Scalfi. Dal punto di vista legale, la decisione è pienamente legittima: le regole sono state rispettate. È quindi difficile sostenere l’ipotesi del «ribaltamento» della volontà popolare, anche perché, detto senza mezzi termini, i voti che distanziavano Giulia Robol da Elisa Filippi non erano molti (meno di 400).

continua »

Qui Südtirol. Legge elettorale e autocritiche necessarie

  • venerdì, 14 marzo 2014

Ennio Chiodi

Nella memoria collettiva di generazioni di italiani la «Legge truffa» è un provvedimento approvato nel lontano 1953 dalla maggioranza moderata del parlamento guidata dalla Democrazia cristiana di Alcide Degasperi: prevedeva un consistente premio di maggioranza per la coalizione che avesse raggiunto il 50% più uno dei voti, allo scopo di garantire la governabilità del Paese. La coalizione — di cui faceva parte anche la Sudtiroler Volkspartei — ottenne alle elezioni politiche di quello stesso anno «solo» il 49,8 per cento. Il premio non scattò per un misero 0,2 e la legge fu abrogata qualche mese dopo. 
Una normativa, quella del '53, certamente più democratica e più equa della legge Calderoli, il Porcellum dei giorni nostri — che non prevede alcuna soglia minima di consenso per ottenere uno schiacciante premio di maggioranza — ma contro la quale le opposizioni di destra e di sinistra condussero una durissima opposizione, definendola, appunto «Legge truffa».

continua »

La lotta ai privilegi e il paradosso di questi giorni

  • martedì, 11 marzo 2014

Michele Nardelli

Da un paio di settimane in Trentino e in Alto Adige - Sud Tirolo non si parla d'altro: i vitalizi degli ex consiglieri regionali. E' accaduto che per effetto delle riforme che pure hanno ridimensionato nella nostra regione questi insopportabili privilegi, venissero liquidate cifre imbarazzanti ai titolari dei vitalizi, ben oltre i livelli contributivi corrisposti. Con l'esito paradossale che la prima Regione ad avere avuto il coraggio di mettere mano ai privilegi della politica si trova ora nell'occhio del ciclone, coinvolgendo in questo anche chi più di altri di tale processo riformatore è stato protagonista. E che le Regioni e il Parlamento Italiano che tali privilegi li hanno sin qui mantenuti si possano permettere di additare la nostra autonomia come un cattivo esempio. Semplicemente un rovesciamento della realtà che risulta insopportabile. D'altro canto, non c'è dubbio che l'effetto della legge del 2012, così come le scelte dell'Ufficio di Presidenza della Regione, abbiano contribuito a minare oltre misura la credibilità della politica. 

continua »

Dove vanno le Comunità di Valle?

  • mercoledì, 26 febbraio 2014

Simone Casalini

Nonostante l’approvazione della legge del proprio vivere quotidiano, uscendo dalla logica risalga al 2006, la riforma istituzionale galleggia in un’eterna fase istruttoria; le ragioni sono comprensibili, poiché interviene sugli assetti di potere, risveglia antichi retaggi politici e lambisce la questione centrale di come strutturare il consenso elettorale. In tal senso, si motiva la decennale contesa sulla raffigurazione del sistema istituzionaleche ha portato, pennellata su pennellata, a dipingere uno scarabocchio. L’altalena dei rapporti di forza offre ora una chance al Patt. L’assessore esterno, ma di area, Carlo Daldoss ha ricollocato al centro del progetto i sindaci, ipotizzando il depennamento dell’elezione diretta delle Comunità di valle. Con qualche variante, è un ritorno allo schema comprensoriale. Ciò avrebbe l’effetto, non secondario, di accreditare gli autonomisti come difensori delle municipalità e di comprimere la soggettività del nuovo ente. Che, de facto, si trasformerebbe in un luogo di smistamento degli interessi paesani e in un erogatore di servizi.

continua »

Qualità del paesaggio e filiere produttive

Pubblichiamo l'introduzione dell'interessante documento redatto da Sergio Remi (consulente per Trentino Sviluppo) sul tema dello sviluppo territoriale. Crediamo possa essere un ottimo contributo dal quale iniziare una riflessione sulle future prospettive economiche - e non solo - del Trentino. L'intero materiale è scaricabile accedendo al link inserito alla fine dell'articolo.

Trentino Sviluppo, su mandato dell’Assessorato all’urbanistica della PAT, sta accompagnando il processo di formazione dei piani territoriali in diverse Comunità di valle. L’attività d’inchiesta territoriale e d’animazione socio-economica a supporto della programmazione è partita da alcune considerazioni.

continua »

|