Pensieri del giorno

ARCHIVIO

Appelli per l'Europa

  • martedì, 31 dicembre 2013

Michele Salvati

Poco prima di Natale, sul Manifesto del 22 dicembre, quindici noti intellettuali hanno firmato un appello dal titolo «Urgente per l’Europa», il cui messaggio centrale è questo: «È urgente un’inversione di tendenza (delle politiche nazionali ed europee) che affidi alle istituzioni politiche… il compito di realizzare politiche espansive e alla Banca centrale europea una funzione prioritaria di stimolo alla crescita». Perché urgente? Perché — si legge nell’appello — la crisi provoca disoccupazione e povertà di massa, distrugge lo stato sociale, smantella i diritti dei lavoratori, compromette il futuro delle giovani generazioni, mina alle fondamenta le Costituzioni democratiche nate nel dopoguerra, alimenta rigurgiti nazionalisti e neofascisti, produce una generale regressione intellettuale e morale.

continua »

Sonnambuli

  • martedì, 31 dicembre 2013

Barbara Spinelli

«Verrà il momento in cui sbanderemo, come i sonnambuli d’Europa nell’estate 1914»: lo ha detto Angela Merkel, nell’ultimo vertice europeo, citando un libro dello storico Christopher Clark sull’inizio della Grande Guerra, tradotto in Italia da Laterza.
I sonnambuli descritti da Clark sono i governi che scivolarono nella guerra presentendo il cataclisma, simulando allarmi, ma senza far nulla per scongiurarla. Da allora sono passati quasi cent’anni, e molte cose sono cambiate. L’Europa ha istituzioni comuni, l’imperialismo territoriale è svanito (resta solo l’Ungheria di Orbàn, residuo perturbante del mondo di ieri, a proclamare compatrioti a tutti gli effetti gli ungheresi di Slovacchia, Romania, Serbia, Austria, Ucraina). Non si combatte più per spostare confini ma l’Unione non è in pace come si dice, e la crisi che traversa la sta squarciando come già nel 1913-14.

continua »

Meno tasse, basta partiti

  • martedì, 31 dicembre 2013

Ilvo Diamanti

L’Italia: un Paese senza patrie, né grandi né piccole, senza riferimenti comuni e condivisi. Abitato da una società orfana delle istituzioni, ma in movimento continuo e diffuso.
Alla ricerca di comunità, di appigli a cui attaccarsi. Per ora, con scarsi esiti. È il ritratto in chiaroscuro tratteggiato dalla XVI indagine di Demos (per Repubblica), dedicata al “rapporto fra gli Italiani e lo Stato”.
1. Il primo aspetto che emerge, come si è detto, riguarda il distacco profondo dalle istituzioni politiche e di governo. Non è un fatto nuovo, ma colpisce, comunque, per le proporzioni che ha assunto. Lo Stato, le Regioni, i Comuni: le sedi del governo centrale e locale, rispetto a un anno fa, hanno perduto ulteriormente credito. Come il Presidente della Repubblica (quasi 6 punti in meno), che paga il ruolo da protagonista assunto, negli ultimi mesi. E se il Parlamento e gli stessi partiti hanno perduto pochi consensi è solo perché non hanno più molto da perdere, vista la residua dote di fiducia di cui ancora dispongono. Molto al di sotto del 10%.

continua »

Full Metal-Mauro Jacket

  • martedì, 31 dicembre 2013

Giorgia Cardini

L'ultima trovata del ministro ciellino ex Fi, ex Pdl ed ex Sc Mario Mauro, è la seguente: se gli immigrati vogliono ottenere la cittadinanza italiana, facciano il servizio militare.
Non c'è da meravigliarsi. Di Mauro è passata alla storia la frase "Per amare la pace, bisogna armare la pace", pronunciata in difesa dell'indifendibile acquisto dei cacciabombardieri F35 (il copyright è però del suo predecessore Beniamino Andreatta, che usò queste parole nel 1997 per difendere la spesa di 121 Eurofighter); e la sua battaglia a favore degli "scivoli d'oro" nelle forze armate, mentre non si ricorda un suo intervento degno di nota per gli esodati.
Inoltre, l'idea del nostro Full Metal-Mauro Jacket è in perfetta continuità con una Repubblica che festeggia se stessa il 2 giugno, facendo sfilare i corpi militari invece dei rappresentanti di quella società civile che ha costruito e costituisce l'ossatura della nostra democrazia: gli studenti gli insegnanti, i professionisti, gli imprenditori di tutte le categorie, gli operai, i volontari, le famiglie...

continua »

Dolomiti

  • venerdì, 20 dicembre 2013

Zenone Sovilla

Il governo intende archiviare le Province ordinarie: ora depotenziandole con il ddl promosso dal ministro degli Affari regionali, Graziano Delrio (Pd), poi cancellandole con una legge costituzionale. Alcune voci contestano l'assalto al sistema delle autonomie spiegando che si indebolirà il tessuto democratico e si produrranno maggiori costi finanziari, disfuzioni nei servizi locali e perdite di tutela nei territori svuotati di rappresentanza. Fra i critici, l'urbanista Edoardo Salzano, il presidente del Censis Giuseppe De Rita e i 44 giuristi che denunciano profili di incostituzionalità del ddl (che abolisce le elezioni provinciali).
Il paradigma governativo è più reazionario che riformista: l'operazione è calata dall'alto omologando l'eterogena realtà italiana, senza valutare specificità, bisogni e aspirazioni dei territori.

continua »

Occupazioni

  • martedì, 17 dicembre 2013

Bruno Sanguanini

Venerdì mattina, dopo aver letto le cronache locali sull’occupazione da parte dei giovani del T.A.Z. (Temporary Autonomous Zone) dell’ex-mensa universitaria posta nel giardinetto del Centro Culturale S.Chiara a Trento, ancora di proprietà del Comune, sono andato in visita. A titolo di sociologo e di reporter: quindi non per curiosare o solidarizzare con i giovani. Bensì per avvisare gli occupanti di non danneggiare le opere d’arte colà custodite come arredamento artistico. I due giovani occupanti che mi hanno invitato ad entrare mi hanno detto che non ne sapevano nulla e che, comunque, loro non hanno toccato nulla. Io ci credo. Intanto, che cosa ho scoperto?
I giovani mi hanno fatto da guida: sempre con cortesia. Pur disapprovando in cuor mio la non legalità dell’occupazione fisica della struttura, non ne ho fatto parola.

continua »

PD e sinistra

  • venerdì, 13 dicembre 2013

Alfredo Reichlin

Prima di dire qualcosa sul risultato delle primarie io partirei dal dato che a me sembra il più impressionante. Ciò che è accaduto domenica è prima di tutto il segnale di un terremoto. Il vero terremoto che ha investito e sta investendo non solo la politica ma la società. È veramente finito il Novecento. In poche settimane accadono cambiamenti che un tempo comportavano anni. Il declassamento di poteri come quelli della secolare Curia romana. Il ciclone Renzi.
Ma fino a ieri chi immaginava l'esplosione di Grillo (otto milioni di voti)? Cerchiamo di capire. E cominciamo da noi, dalla sinistra. Prendiamo atto che da un pezzo anche la sinistra, così com'è, aveva perduto (a parte i voti) quella cosa essenziale che è l`idea di sé e del proprio ruolo storico, quel pensiero politico che consiste nel pensare al di là del proprio naso, e nel sentirsi parte e attore del cambiamento del mondo?

continua »

Serie B europea

  • giovedì, 12 dicembre 2013

Thomas von der Dunk

La sollevazione popolare in Ucraina contro il presidente Janukovyč e la sua capitolazione davanti alle minacce russe costringono l’Unione europea a riflettere seriamente sulla propria posizione. Putin ha ricattato Kiev come Bruxelles non riuscirebbe mai a fare. Bruxelles non ha molto di più da offrire a Kiev oltre a un accordo di associazione a breve termine e al potere di attrazione di uno stato costituzionale democratico basato sul modello europeo sul più lungo periodo.
Per quanto riguarda l’Europa, per ragioni geostrategiche è importante che l’Ucraina scelga attentamente da che parte schierarsi nel suo conflitto con la Russia, come per altro vale per i Balcani e la Turchia, di cui Bruxelles spera di poter conquistare la fedeltà a suon di promesse. Il problema è che i politici e i cittadini di quei paesi troppo spesso hanno aspettative irrealistiche sull’adesione all’Ue, e Bruxelles al momento decisivo non osa opporre un secco rifiuto, nel timore di alienarsi le simpatie di quel dato paese.

continua »

Il Segretario fiorentino

  • martedì, 10 dicembre 2013

Massimo Gramellini

Come tutti i conquistatori di Roma, Matteo Renzi ha il problema di non venire conquistato. Lo si è capito già ieri, durante la prima visita alla cittadella espugnata. Il sovrano etrusco (venticinque secoli dopo Tarquinio il Superbo, che come denuncia il soprannome aveva in comune con Renzi una certa autostima) ha incrociato i muri di gomma contro cui va a scornarsi il decisionismo di tutti gli invasori dell’Urbe. Giornalisti smagati, burocrati inaffondabili e politici inafferrabili, categoria di cui Enrico Letta è il campione.  
Va dato atto a Renzi di essersi difeso abbastanza bene. Ha nominato la segreteria in mezz’ora, neanche fosse il consiglio di amministrazione di una società svizzera di consulenza. Ha saltato il pranzo per evitare di finire attovagliato, direbbe Dagospia, in uno di quei ristoranti del centro che la romanità utilizza per fare precipitare in catalessi chiunque si sia messo in testa di cambiare qualcosa.

continua »

Esclusi

  • martedì, 10 dicembre 2013

Ugo Morelli 

Assistiamo ad uno strano fenomeno che sta prendendo piede anche con l’amplificazione di una certa stampa: potremmo chiamarlo, un po’ paradossalmente, l’invidia verso i mendicanti. Sta montando, infatti, una tensione che fa apparire la presenza di persone in difficoltà che approfitterebbero in diversi modi della nostra società, dei nostri servizi e della nostra carità, il principale problema di cui occuparsi. Il fatto è che, da come se ne parla, sembrerebbe che quelle persone vivano una condizione invidiabile. Si leggono meticolose stime sui loro presunti redditi; si annotano gli usi impropri dei servizi disponibili; si mette a punto un apparato di considerazioni che si avvicina all’accanimento. Non stiamo parlando, qui, della necessità indiscutibile di rispettare le regole vigenti nei luoghi in cui si vive, da parte di tutti. Né stiamo trascurando il problema dell’aumento della povertà e del disagio sociale, o dell’opportunismo e dell’accattonaggio che si porta dietro.

continua »

La nuova normalità

  • lunedì, 2 dicembre 2013

Paul Krugman

Se trascorreste un po’ di tempo in compagnia dei funzionari monetari vi accorgereste di sentirli parlare spesso di “normalizzazione”. La maggior parte di tali funzionari, non tutti in verità, ammette che questo non è proprio il momento di essere spilorci, che per adesso il credito deve essere facilmente accessibile e i tassi di interesse devono essere bassi.

continua »

Che fare delle Province?

  • giovedì, 28 novembre 2013

Zenone Sovilla

Che cosa direste se alla scadenza della legislatura il governo portasse in Parlamento un decreto che sospende le elezioni, perché ha intenzione di riformare l'assemblea legislativa, magari con una legge ordinaria con l'obiettivo di superare il bicameralismo?

continua »

Il carisma orizzontale

  • giovedì, 28 novembre 2013

Massimo Recalcati

Uno dei temi più vicini all’indagine psicoanalitica che attraversano il dibattito politico è quello del carisma. A destra e a sinistra, passando per il M5S, l’aggregazione del consenso non sembra poter prescindere dalla dimensione carismatica del leader.

continua »

Rappresentanza

  • giovedì, 28 novembre 2013

Michele Serra

Sono volati ceffoni e spintoni alla Regione Piemonte (ieri) e in Campidoglio (ieri l’altro). Zuffe istituzionali. Uomini sull’orlo di una crisi di nervi che si afferrano per la cravatta.

Ecco una possibile risposta a chi si domanda come mai, con una situazione economica e sociale così drammatica, la gente non si scanna per le strade. La gente non si scanna per le strade perché, in sua vece, si scannano i consiglieri comunali e regionali, e presto, forse, deputati e senatori. Il principio di rappresentanza, una volta tanto, ne esce confermato.Un’ipotesi di massima (che metterebbe d’accordo, una volta tanto, quelli che odiano la politica e quelli che la ritengono indispensabile) sarebbe incaricare dello scontro estremo e simbolico — tipo Orazi e Curiazi — gli eletti dal popolo. Che si guadagnerebbero eccome il pane, e anche il companatico,immolandosi per le rispettive cause, incarnando pubblicamente il conflitto sociale, lo scontro ideale, l’odio politico.

continua »

Comunità contro Unione?

  • martedì, 26 novembre 2013

Roberto Pinter

Caro direttore, il tuo editoriale di domenica, a sostegno delle Unioni dei Comuni e contro le Comunità di valle, stimola la discussione attorno al tema della riforma istituzionale, ma lo fa con delle affermazioni tra loro contraddittorie.

continua »

pagina 5 di 51    1 2 3 4 5  6 7 8 9 10 11 12 Succ. » |