Pensieri del giorno

ARCHIVIO

Lampedusa

  • lunedì, 8 luglio 2013

Federico Geremicca

Se sopravvivono al destino scontato di barcacce che le guardi e ti spaventi, gli ultimi degli ultimi, quelli che hanno talmente poco da poter tenere tutta una vita in un sacchetto, puoi venire a trovarli qui.

Nell’ultimo degli ultimi lembi di terra europea, talmente ultimo, talmente giù, da esser più giù di Tunisi, giusto in mezzo al Canale di Sicilia, centoventimiglia a Sud delle coste agrigentine, quelle tanto care a Montalbano e Camilleri. Lampedusa, certo. Un unicum, a modo suo. Del quale, in verità, non è mai andata fiera. Come non è mai andata fiera di quel che da anni accade quaggiù, gli sbarchi e le motovedette, «i tunisini» e i carabinieri, i volontari, i barconi agonizzanti dietro il campo di calcio e i giornalisti - pure - «che spaventano i turisti e ci fanno un danno, perchè noi con i turisti ci viviao».

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Futuro incerto

  • giovedì, 4 luglio 2013

Corrado Stajano

Non si riesce a capire che cosa stia covando sotto la cenere di questo nostro tempo. Si ha soltanto la percezione che i cittadini, nonostante la ricchezza dei mezzi d’ informazione, sappiano un decimo o poco più di quel che veramente accade, nascosto nelle menti di una microscopica oligarchia.

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Mollare gli ormeggi

  • giovedì, 4 luglio 2013

Giorgio Lunelli

Se la politica è in crisi, figurarsi i partiti. Occupati - questa è la rappresentazione che ne viene data - solo a difendere posizioni, a far di scherma" con gli alleati, a menar sciabolate con gli avversari, a perder tempo con i giochetti interni.

"

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Oltre la Bossi-Fini

  • mercoledì, 3 luglio 2013

Alessandra Coppola

Non è il programma di un partito politico, nè il manifesto di un’organizzazione non governativa.

Non si può dire che sia un’iniziativa faziosa o strumentale: un gruppo di esperti (della

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Elettrodomestici

  • lunedì, 1 luglio 2013

Dario Di Vico

Alla fine del 2013 i dati certificheranno che l’industria polacca degli elettrodomestici avrà superato l’Italia in volumi di produzione attorno a quota 8-8,5 milioni di pezzi.

Il distacco dovrebbe aumentare se, come annunciato, sia l’Indesit sia la Whirlpool sposteranno altre produzioni dal centro e dal nord dell’Italia e le porteranno nel Paese di Lech Walesa. Entrambe le aziende seguono un preciso indirizzo di politica industriale, operano infatti una sorta di specializzazione territoriale. Lasceranno da noi i prodotti da incasso e in generale quelli a maggior valore aggiunto, trasferiranno nel Baltico il mero assemblaggio di lavatrici e frigoriferi. Su questa linea venerdì scorso la Whirlpool ha annunciato che chiuderà un intero impianto, quello di Spini in Trentino (poco meno di 500 addetti) in favore del distretto di Wroclaw. In Polnia l’Indesit e gli americani sono già presenti e con loro un lungo elenco di produttori con differente passaporto.

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Il boomerang dell''antipolitica

  • lunedì, 1 luglio 2013

Antonio Carioti

È un robusto e salutare antidoto contro due potenti allucinogeni di largo consumo nel dibattito pubblico italiano: il nuovismo e il complottismo.

Innanzitutto per questo motivo il saggio dello storico siciliano Salvatore Lupo, Antipartiti (Donzelli), merita di essere letto da chiunque non si accontenti degli schemi interpretativi frutto di faziosità o  pigrizia mentale. Il cospirazionismo alligna ovunque e in tutte le salse. Usuale è attribuire alle trame di Washington le stragi neofasciste o mafiose, ma anche la caduta di Bettino Craxi e Giulio Andreotti. E se la sinistra spiega i propri fallimenti con il complotto massonico piduista, lo schieramento berlusconiano invoca il sabotaggio del «partito dei giudici», Corte costituzionale inclusa. Per non parlare di chi addirittura dipinge l&rsuo;Italia repubblicana come affetta da un’interminabile «guerra civile».

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Spionaggio

  • sabato, 29 giugno 2013

Federico Rampini

Lo scoop dello Spiegel, sulle intercettazioni delle rappresentanze Ue da parte dell’intelligence americana, per ora fatica a conquistare visibilita` e attenzione qui negli Stati Uniti.

Da un lato, deve essere complicato capire quali segreti strategici possano custodire i vari Barroso e Van Rompuy, considerati qui in America come dei personaggi di scarsa rilevanza. Ma piu` in generale, del cosiddetto Datagate bisogna “scorporare” quelle rivelazioni che hanno a che fare con lo spionaggio ai danni dei potenti. Per esempio: la notizia uscita durante l’ultimo G8 di Lough Erne, che nei precedenti summit sotto presidenza inglese erano stati spiati personaggi come l’allora presidente russo Medvedev. Embe`? Dov’e` lo scandalo? Se l’intelligence americana non cerca di intercettare le comunicazioni di un presidente russo, che cosa ci sta a fare? Un po’ meno ovvio, ma solo agli occhi dei non esperti, e` lo spionaggio ai danni dei propri alleati europei.

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Chiusure

  • venerdì, 28 giugno 2013

Paolo Ghezzi (@

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Amici e nemici

  • venerdì, 28 giugno 2013

Gianluca Nicoletti

Il post apparso nel E’ però utile riflettere sul riferimento iconografico, assai più di quanto si possa rivendicare l’ovvio diritto al libero esercizio della professione del giornalista. La cartellonistica che invita a tacere non è certo metafora della libertà di pensiero; soprattutto è un  diktat del tutto antitetico a chi ambisse a essere investito di un ruolo ideale, come portavoce di un ipotetico “popolo della rete”. Nessuno slogan, coniato da una dittatura in disfacimento, potrebbe essere adottato da un profeta del web, tanto meno essere ispiratore dell’innovazione, rispetto alle muffe ideologiche dell’antico mondo delle oligrchie di potere, dei corrotti, dei morti viventi, ecc.

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Ambiente, lavoro e salute

  • giovedì, 27 giugno 2013

Zenone Sovilla

«Si ritiene che il mancato controllo delle emissioni inquinanti prodotte dagli impianti di questa azienda sia la causa dell''aumentato rischio di patologie e decessi individuato nei lavoratori».

Lo scrive il medico Roberto Cappelletti nella relazione allegata 

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Centro storico

  • martedì, 25 giugno 2013

Roberto Bortolotti

Il dibattito che si è sviluppato in questi giorni sul Corriere del Trentino attorno agli orari dei locali pubblici  per certi versi ha dell’incredibile perché mette in evidenza una serie di carenze  e di eccessi.

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Bisogno di politica

  • lunedì, 24 giugno 2013

Ilvo Diamanti

Ormai ci stiamo rassegnando alla precarietà. Alla provvisorietà come condizione stabile. Può apparire un discorso scontato, ma per questo è più significativo.

Perché ci capita di ascoltarlo e di ripeterlo ogni giorno. In automatico. A proposito del lavoro, dei giovani, dell''economia, del mercato. Della politica. Già: la politica. Che offre rappresentanza e rappresentazione agli orientamenti e ai comportamenti pubblici dei cittadini. È il teatro della provvisorietà. Oggi: perché il domani non è pre-visto. In fondo, il governo guidato da Enrico Letta è a tempo". Non è stato formato per governare fino al termine della legislatura. Ma per fare le riforme necessarie a sbloccare il Paese bloccato. Per mantenere i conti in ordine, rilanciare lo sviluppo. Per rispettare i patti con l''Europ e i partner internazionali.

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Bisogno di politica

  • lunedì, 24 giugno 2013

Ilvo Diamanti

Ormai ci stiamo rassegnando alla precarietà. Alla provvisorietà come condizione stabile. Può apparire un discorso scontato, ma per questo è più significativo.

Perché ci capita di ascoltarlo e di ripeterlo ogni giorno. In automatico. A proposito del lavoro, dei giovani, dell''economia, del mercato. Della politica. Già: la politica. Che offre rappresentanza e rappresentazione agli orientamenti e ai comportamenti pubblici dei cittadini. È il teatro della provvisorietà. Oggi: perché il domani non è pre-visto. In fondo, il governo guidato da Enrico Letta è a tempo". Non è stato formato per governare fino al termine della legislatura. Ma per fare le riforme necessarie a sbloccare il Paese bloccato. Per mantenere i conti in ordine, rilanciare lo sviluppo. Per rispettare i patti con l''Europ e i partner internazionali.

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Notti bianche

  • lunedì, 24 giugno 2013

Lucia Maestri

La notte bianca" è davvero un evento speciale per la città di Trento. E però penso che una città non debba vivere di soli eventi una tantum. 

"Sul tema della musica dal vivo leggevo la proposta (riportata nel mio fb) di Stefano Boeri, già assessore alla cultura di Milano.Per rendere una città davvero viva culturalmente, trecentrosessantacinquegiorni all''anno dobbiamo davvero lavorare alla sburocratizzazione degli eventi. E forse copiare da Londra. Dove si può fare musica (fino alle 23) liberi da lacci e lacciuoli burocratici. Lì il panorama culturale è cambiato. Grazie ad una semplice sburocratizzazione.Qui, si tratta di percorrere quelle strade, costruendo la giusta mediazione tra residenti, musicisti, gestori dei locali.Perchè la notte bianca non rimanga solo un evento. Perchè il

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Belli, brutti, tali e quali

  • domenica, 23 giugno 2013

Tullio De Mauro

Nonostante la pressione di ideologie liberiste, nei paesi dell’Ocse e associati l’istruzione resta pubblica per il 90 per cento degli allievi.

Pochi paesi, come la Francia, hanno percentuali un po’ più basse. In molti, come in Italia, la presenza del pubblico supera la media internazionale. È il primo dato che Le Monde (30 maggio) offre ai suoi lettori, riassumendo un focus preparato dall’Ocse (Éducation à la loupe, 7) sulla base dei dati del Pisa 2012. Secondo dato: nei test Pisa i e le quindicenni delle scuole private hanno mediamente un vantaggio di 30 punti (su una scala di 600) rispetto alle scuole pubbliche. Ma allora è vero che nella scuola privato è bello? L’Ocse precisa subito: innanzitutto lo scarto qua e là magari è anche più alto, a non è generale.

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