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La memoria fragile

Arbeit Macht Frei Giovedì 26 gennaio: partenza con centinaia di giovani trentini e sudtirolesi per raggiungere Cracovia. Il Treno della Memoria ci condurrà sui luoghi simbolo dell'Olocausto. Prima di partire, metto nero su bianco alcune riflessioni che porto avanti da tempo su un tema, quello della memoria, che ho sempre considerato urgente. Il cuore di questo contributo è il valore del ricordare non come ossequio alla storia, ma come necessità imposta dall'agire politico nel presente. Lo sguardo storico non si accontenta di una rapida rotazione del capo: presuppone profondità e pazienza. La complessità del presente ci pone di fronte la sfida della comprensione del passato. Questo articolo si pone come spunto per le riflessioni che nasceranno nel corso di questa esperienza collettiva, e che condividerò nello spazio dei commenti.

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Verso il declino Usa?

Capitan AmericaDal 1941 a oggi, gli Stati Uniti sono stati il principale soggetto del sistema internazionale. L'unico capace di proiettare globalmente la propria influenza e di soddisfare i propri interessi; quello che maggiormente dettava le regole di tale sistema e meno ne vedeva limitata la propria sovranità; il solo capace di esprimere una potenza davvero multidimensionale - militare, economica, culturale - e quindi pervasiva se non, come ha affermato la storica Victoria De Grazia, addirittura "irresistibile". Il loro status è destinato a cambiare nel nuovo scenario internazionale?

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La crisi europea

Crisi EuropaL'Europa, la costruzione sovranazionale, sembra non essere stata in grado di resistere al suo primo vero scossone economico. L'economia doveva fare l'Europa, l'economia la affonderà, potremmo affermare. La crisi dell'Unione Europea viene in realtà da molto più lontano. Viene dalla creazione dell'Euro, e fin qui nulla di nuovo, ma soprattutto viene da oltre 20 anni di inerzia politica, tentennamenti e compromessi. Fanno quasi sorridere i politici europei che ora sostengono che si è perso tempo nel creare un'unione fiscale: dov'erano questi stessi politici fino ad un paio di anni fa?

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Stili di vita e giustizia globale

Stili di vita e giustizia globaleL'attuale crisi economica è uno degli aspetti della "crisi di civiltà" dentro cui ci troviamo, ma la mancanza di equità e giustizia nella distribuzione della ricchezza a livello mondiale è un aspetto ancora più importante. Serve un ripensamento radicale del nostro modello di sviluppo. Bisognerà mettersi nell'ordine di idee di "perdere" qualcosa in termini di benessere per condividerlo. Servono donne e uomini che improntino la loro esistenza all'equità, alla solidarietà, alla sobrietà. Non è la crisi economica a costringerci a limitare i nostri "bisogni" ma è la volontà di ridurre la nostra impronta ecologica, la decisione di farci carico delle difficoltà di chi fa fatica, la determinazione di entrare in dialogo con chi è diverso da noi.

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Democrazia, mercati, leadership

democrazie e leadershipPer uscire dalla crisi abbiamo tre questioni da decifrare e coordinare: quale democrazia, quali mercati, quali leadership. Il rischio è quello di diventare spettatori impotenti di processi che vedranno le democrazie trasformarsi in regimi tecnico-politici, con l'obiettivo di risanare debiti provocati irresponsabilmente dai mercati, anziché preoccuparsi di garantire quella base socio-economica minima necessaria affinchè le prossime generazioni possano costruirsi un futuro. Da qui può ripartire la democrazia.

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Figli del nostro tempo

Sintesi di virataI giovani oggi sentono il diritto di prendersi cura di loro stessi, direttamente e non per interposta persona. Sono stanchi perfino dei soliti ritornelli sul ricambio generazionale. Sono in cerca di una rifondazione della Politica e di una nuova socialità, in collegamento con i valori fondanti della Repubblica e nella distinzione etica dalla classe dirigente attuale, stanca e malata. Cercano un rinnovamento e allo stesso tempo il recupero di ciò che di civile c'è nel nostro paese, anche attraverso le nuove forme di partecipazione su internet e i social media tanto temuti, chissà perchè, da chi oggi ci governa.

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Indignados

Acampada BC 2011Il movimento degli Indignados è stato per lo più descritto attraverso cronache giornalistiche che si limitano spesso a esaltare l'immagine della piazza e il clamore della partecipazione di massa.
Vogliamo qui analizzarne quattro aspetti molto importanti, ovvero l'organizzazione, l'ideologia, il linguaggio e la passione. La considerazione di queste dimensioni, accompagnate da alcune domande di fondo, permettono forse di svelare la complessità del fenomeno Indignados e più in generale i cambiamenti in atto nei sistemi politici di riferimento.

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Costi della democrazia

democraziaLa sofferenza di una persona suscita compassione, una risposta di cura. La sofferenza della politica, più che bisogno di cura, suscita oggi diffidenza e odio. Eppure la politica siamo noi, persone diverse che si associano in partiti diversi. Per darci delle regole di convivenza, attraverso un conflitto democratico. Anche eleggendo, a scadenze periodiche, i nostri rappresentanti. Ne vengono regole, e uomini e donne, sempre imperfetti, talvolta disonesti e criminali. Tocchiamo con mano i fallimenti. Mai definitivi, però. Sono le "promesse mancate" della democrazia, direbbe Norberto Bobbio. O piuttosto le sue "esigenze non corrisposte", lo corregge Gustavo Zagrebelsky.

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Partiti da rigenerare

È sotto gli occhi di tutti il dato che i partiti operano sempre meno sul territorio, a contatto con militanti e cittadini, e sempre più dentro lo Stato, comportandosi essenzialmente come "macchine elettorali" finalizzate alla conquista delle cariche pubbliche. Ed è altrettanto noto come questo loro modo d'essere li abbia fortemente penalizzati dal punto di vista della legittimazione di fronte all'opinione pubblica. Eppure, proprio da questa analisi disincantata si origina l'esigenza di un rilancio dei partiti che ne valorizzi le funzioni classiche di integrazione sociale, mobilitazione e partecipazione. Quasi un ritorno alla loro stessa ragion d'essere.

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Costi della politica

costi politicaUn paese che è allo sbando, un parlamento che non sa guidarlo e che si occupa invece di salvare dai guai giudiziari chi lo dovrebbe governare. Una pesante crisi economica e misure di risanamento che finiscono come sempre per colpire le classi più deboli. Un paese segnato da profonde disuguaglianze e da tanti privilegi che minano alla base la credibilità della classe politica. In questa cornice parlare del costo della politica senza cadere nella retorica e nell'antipolitica è impresa difficile.

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Ripensare gli incentivi

ddl incentiviAl centro dell'attenzione del Consiglio provinciale, in questi giorni, vi è un disegno di legge della Giunta che intende modificare la disciplina degli incentivi alle imprese, anche a seguito della crisi globale. Il nuovo testo introduce criteri per una maggiore selettività degli aiuti, con particolare attenzione all'innovazione, all'internazionalizzazione del sistema trentino, al trasferimento tecnologico, all'imprenditoria femminile e giovanile, al riequilibrio territoriale.

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Professione insegnante

Professione insegnanteLa grande varietà sociale nella composizione delle aule è una bella sfida per gli insegnanti, che devono adoperarsi perche tutti possano raggiungere il successo formativo. Servono passione e creatività, serietà e coerenza, voglia di aggiornarsi e di mettersi in gioco. In una parola: ci vuole professionalità. In Trentino, dove la scuola è ancora considerata dalle istituzioni una risorsa per il futuro anzichè un costo da comprimere, vi sono le condizioni per trovare soluzioni sempre più all'altezza di questa sfida strategica.

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Un progetto politico per le Alpi

alpsDalla cooperazione transfrontaliera allo sviluppo condiviso e alle strategie macroregionali. La frammentazione e la variabilità delle competenze amministrative inducono a un ripensamento generale della gestione dei territori alpini. Un passo ulteriore, forse indispensabile, è quello di  creare le condizioni per un progetto politico condiviso per le aree montane nella regione alpina.

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Economia e politica per la sostenibilità

economia e politica per la sostenibilitàLa formulazione di una strategia di sviluppo locale impone di definire i confini che la sostenibilità ambientale richiede al libero mercato. E' necessario, soprattutto in un territorio ricco di filiere sostenibili come il nostro, porre attenzione al ruolo e alle responsabilità della politica nella costruzione di un sistema che consegni definitivamente al passato la netta divisione tra interessi economici dissipativi e tutela regolamentativa dell'ambiente. Con e verso quale identità il Trentino si approccia a questa sfida?

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I confini della libertà economica

FAUSTA SLANZIL'imminente inizio del Festival Economia di Trento rinnova l'appuntamento con una manifestazione che ha saputo rispondere a un bisogno diffuso di conoscenza attraverso un registro "alto". Il tema del 2011, "I confini della libertà economica", induce a una riflessione sulla natura della Crisi, sugli obiettivi della libera iniziativa e sul ruolo degli Stati nel mondo interdipendente.

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