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Autonomismo alpino

runner in montagnaQual è l’impatto di questa crisi strutturale sui territori alpini e quali saranno le conseguenze? Come spesso accade in tempi di crisi, anche la forbice delle differenze tra territori si allarga. Quel che segue è un’analisi fondata su tre punti di vista: i tagli alla spesa pubblica, la situazione economica e occupazionale e l’accentramento amministrativo. Le differenze fra i territori si faranno sentire anche in relazione alla crisi e politiche uguali per tutti sono destinate ad accentuare le disparità.

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Cibo vero

Politica responsabile - Cibo sanoC’è un modo per salvaguardare ambiente ed economia, natura e vita di comunità, e c’è un perché. Anzi, ce ne sono molti: acquistare prodotti locali, cresciuti rispettando tempi e modi. Consumarli nel momento in cui la natura ha deciso che la loro energia è al massimo. Sovrapporre fino a farle combaciare economia, ecologia e salute, del singolo e della comunità. Perché ci sono cose che non hanno prezzo: buoni pensieri, cibo buono, e ricominciare a guardare negli occhi chi ti dà da mangiare.

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Sprechi o virtù speciali?

politica responsabile area euro 2012In Italia da qualche anno le riforme istituzionali vengono fatte “a colpi di finanziarie”. C’è una contraddizione di fondo fra i principi dell'aumento dell'autonomia e della responsabilità degli enti locali e manovre economiche sempre più pervasive. Di fatto, ci ritroviamo in una crescente centralizzazione. In questo contesto le Autonomie speciali diventano un capro espiatorio della difficile situazione che viviamo. È quindi importante fare un po’ di chiarezza e sfatare molti luoghi comuni ricordando, in primo luogo, che il Trentino sta già contribuendo al risanamento delle finanze dello Stato e che la sua Autonomia dispone di ampie risorse nella misura in cui il suo territorio è capace di crearne.

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Liberi, aperti e connessi al mondo

Liberi aperti e connessi al mondoIl consiglio provinciale ha da poco approvato la prima legge organica in materia di società dell'informazione in Provincia di Trento. Il percorso legislativo, avviato con una proposta centrata sul software libero e sulla necessità di avere dati aperti, è giunto a un provvedimento che investe l'insieme della società dell'informazione e dell'amministrazione digitale. Un passo importante per attrezzare il Trentino ai cambiamenti tecnologici in atto ma anche per affrontare la crisi globale. Uno strumento in più per adeguare i programmi informatici alle esigenze del territorio e dell'economia locale, ma anche per avere una pubblica amministrazione più vicina ai cittadini.

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Prossima Trento, prossimo Pd?

Sabato 14 luglio si è tenuto a Villalagarina un incontro promosso da Prossima Trento, il gruppo trentino facente parte del network nazionale Prossima Italia nato dall'iniziativa di Pippo Civati, consigliere regionale lombardo e giovane dirigente del Pd. Con questo incontro si è voluto aprire un dialogo con i delusi dalla politica e dal Pd in particolare, in una situazione da “palco rovesciato”, dove gli elettori parlano e i politici ascoltano. Vi sono stati interventi appassionati e informati, che hanno visto succedersi al microfono uomini e donne, giovani all’italiana (cioè trenta e quarantenni), provenienti da esperienze professionali e culturali diverse. Tutti hanno richiamato il PD alle sue responsabilità di forza di innovazione e di governo.

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Innovazione araba

Mondo araboA un anno e mezzo dall’avvio delle sollevazioni arabe ci si interroga sui possibili sbocchi. Tra gli effetti visibili c'è il ripristino dello spazio pubblico come luogo di confronto e scambio di idee che per molti anni era rimasto monopolio di regimi dispotici. Si assiste poi allo sgretolarsi della cultura della paura con cui si è convissuto per decenni, più o meno consapevolmente, e quindi alla riscoperta dell’influenza dell’individuo su affari pubblici e potere politico. Inoltre, agli occhi dei cittadini, degli osservatori e probabilmente dei governanti stessi, si è rivelata in modo sorprendente una molteplicità di correnti di pensiero, opinioni e punti di vista.

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Cambiare rotta

Politica responsabile cover giugno 2012Non dobbiamo cercare riparo dalle pesanti conseguenze della crisi in modelli obsoleti e storicamente superati o addirittura in nostalgie primitiviste. Per trovare nuove strade si dovranno mescolare differenti punti di vista e rilanciare la ricerca della sostenibilità e non del profitto, per far germogliare un'economia del bene comune e limitare le speculazioni finanziarie delle banche. Partendo dalla necessità di una riconciliazione fra mercato e democrazia, si potrà fare una lettura nuova della crisi, rovesciando il senso, che attualmente ha assunto, di una fase critica che pare senza fine.

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Giovani in cerca d'autenticità

Politica responsabileI giovani che escono dal mondo della scuola e dell'università sono armati di teorie e convinzioni su come dovrebbe funzionare il mondo, e allo stesso tempo puri e incontaminati dall’esperienza del mondo reale. Il più delle volte non si accontentano, non scendono a compromessi. Anzi, riconoscono perfettamente l’autenticità del messaggio, sanno misurarsi sulla verità della notizia, valutano la coerenza di chi parla. Se si vuole davvero aprire il mondo della politica ai giovani, se vogliamo davvero concedere loro spazio, dobbiamo essere coscienti che andiamo incontro a necessità di coerenza, trasparenza e verità in una misura che il mondo navigato degli adulti non è spesso abituato a sopportare.

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Spazio pubblico

Spazio pubblico - Politica responsabileLe recenti immagini delle piazze affollate della primavera araba e delle proteste in Grecia stanno a dimostrare che continua a esistere il bisogno di spazi fisici per dare forma ai diritti della collettività. Dovremmo però chiederci quale sia lo stato di salute degli spazi pubblici. Sono ancora l’ossatura portante della nostra città? L’intelligenza collettiva ha ancora bisogno di spazi adeguati? La loro vitalità e bellezza sono misure della fiducia in se stessa della società urbana immersa nella crisi?

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Fine dell'UE?

Il rapimento di EuropaEuropa a più velocità e cooperazioni rafforzate sono solo due delle varie etichette usate per descrivere i possibili futuri dell’UE. Un’Europa costruita attorno a pochi paesi che, per interesse, decidono di diventare più integrati, o un’Europa fatta di governi che, come al ristorante, decidono autonomamente quali piatti mangiare (quali competenze mettere assieme). Insomma, oggi più di prima l’integrazione ulteriore dei paesi europei non deve essere data per scontata. La stessa sopravvivenza dell’UE non può essere data per certa.

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La Comunità Autonoma del Trentino

Autonomia TrentinaOggi possiamo dire che un percorso, fra Bruno Kessler e Lorenzo Dellai, si è concluso ed è necessario passare a una fase successiva dell'Autonomia, che punti al consolidamento della specialità autonomista. L'idea è quella di definire in maniera diversa la nostra realtà istituzionale: non più solo una provincia, dunque una realtà amministrativa nell'insieme di un'organizzazione centralista dello stato, seppur dotata di particolari e ingenti connotati autonomistici, ma una "Comunità Autonoma", diversa nella definizione perché diverse sono le competenze, gli assetti organizzativi, i livelli istituzionali, il patrimonio legislativo e la stessa potestà legislativa e di governo. 

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Dalla Val di Susa al Brennero

Tunnel esplorativo Brennero"Non si torna più indietro", sono le parole usate nell'ultimo incontro con il commissario europeo per fare il punto sul raddoppio della ferrovia del Brennero. "Non si torna più indietro", sono le parole usate dal governo per la TAV Torino-Lione. In realtà siamo ancora in tempo per affrontare i problemi e per evitare di ritrovarsi in un vicolo cieco con una contrapposizione senza possibilità di mediazione. Prima di ritrovarci nella stessa situazione della Val di Susa riapriamo il dibattito sulla ferrovia del Brennero. Lasciamo perdere le affermazioni di principio ed entriamo nel merito.

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Frontiere

di Stefano Rubini - Argine del Po presso San NicolòLe nostre democrazie sono segnate dall'importanza - a volte drammatica - dei confini e da questo deriva un progressivo smarrimento del significato essenziale del vivere democratico. Per dare una possibilità alla democrazia moderna di trasformarsi in altro senza inabissarsi, dovremmo provare a fare nostro il più ricco concetto di frontiera, "costruzione artificiale che nasce dalle aspirazioni e dalle aspettative di una comunità e quindi da motivazioni sociali e non esclusivamente geografiche".

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Dietro ai Forconi

ForconiLa crisi ha raggiunto un'intensità fortissima al sud, dove si intensificano pulsioni e malcontenti spesso ignorati dai media. Il sottaciuto malessere meridionale ha assunto in Sicilia una forma esplicita e clamorosa. Nel gennaio scorso un blocco stradale operato da migliaia di persone ha messo in ginocchio l'economia della regione piu vasta d'Italia (terza come popolazione). In breve tempo il carburante si è esaurito e i supermercati svuotati. I media tradizionali hanno prima ignorato il fenomeno e solo dopo alcuni giorni vi hanno posto attenzione, oscillando tra minimizzazioni e criminalizzazioni. Chi sono i protagonisti di quel blocco? Cosa chiedono? Che ripercussioni possono avere i fatti siciliani sulla politica nazionale?

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L'integrazione mite

Sikh in ItaliaLampedusa: circa un anno fa, a reti unificate, si annunciava l'inizio dell'invasione dei migranti provenienti dalla Tunisia (204 al primo sbarco). La primavera araba, le furbizie politiche, i ricatti dei dittatori nordafricani e la prospettiva di un futuro migliore erano il motore del fenomeno. La gestione italiana del flusso migratorio ha reso un rivolo d'acqua una fiumana. Si è voluto infondere timore per poi rassicurare. La realtà è un'altra. Gli immigrati che giungono sulle nostre coste via mare sono solo il 10%. Per il restante 90% il processo di integrazione è spesso diverso. Invisibile e lento, contribuisce al sistema e garantisce la sopravvivenza di tipicità italiane. La loro è un'integrazione mite.

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