Liberi, aperti e connessi al mondo

Liberi aperti e connessi al mondoIl consiglio provinciale ha da poco approvato la prima legge organica in materia di società dell'informazione in Provincia di Trento. Il percorso legislativo, avviato con una proposta centrata sul software libero e sulla necessità di avere dati aperti, è giunto a un provvedimento che investe l'insieme della società dell'informazione e dell'amministrazione digitale. Un passo importante per attrezzare il Trentino ai cambiamenti tecnologici in atto ma anche per affrontare la crisi globale. Uno strumento in più per adeguare i programmi informatici alle esigenze del territorio e dell'economia locale, ma anche per avere una pubblica amministrazione più vicina ai cittadini.

Il Trentino potrebbe essere la prima regione europea a dotarsi di connessione veloce in ogni segmento del proprio territorio, attraverso un sistema di informazione elettronica che mette in rete tutti i soggetti della pubblica amministrazione (Pat, Comunità di Valle, Comuni, Azienda Sanitaria, Autonomia scolastica, Università, Società di sistema) e un Polo archivistico elettronico in grado di assicurare la disponibilità delle informazioni come bene comune. Tutto questo avverrà all’insegna del software libero, dei formati di dati aperti e del superamento del divario digitale. È questo l’esito dell’approvazione avvenuta lo scorso 18 luglio della Legge Provinciale 16/2012 (“Disposizioni per la promozione della società dell'informazione e dell'amministrazione digitale e per la diffusione del Software Libero e dei formati di Dati Aperti”) che vedeva come relatore il consigliere provinciale Michele Nardelli.

La legge riassume due distinte proposte, e in particolare la prima delle due era il frutto di un rigoroso lavoro di confronto con esperti informatici del FLOSS (Free Libre Open Source Software), degli standard aperti e degli open data, a cui si è aggiunto un utile confronto con la struttura tecnica provinciale. Il processo si è concluso con un dibattito esterno e interno alla commissione legislativa con i referenti del territorio e tra questi un ruolo significativo è stato svolto da Linux Trent.

 

Nel dibattito si è data particolare attenzione all’integrazione dei due principali obiettivi di interesse pubblico: da un lato la piena valorizzazione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione e dall’altro la fruibilità, sicura, garantita nel tempo ed economica, dei dati e dei servizi ottenuta attraverso l’utilizzo di FLOSS e di Dati Aperti. È emerso il comune riconoscimento del forte legame tra innovazione e sviluppo della società dell’informazione ed il principio della condivisione della conoscenza, come appare ben espresso nella relazione introduttiva di Nardelli alla sua proposta di legge, in cui paragona il FLOSS, i dati e le informazioni nella società dell’informazione all’acqua per la società agricola, bene comune da incentivare e tutelare con la legge e l’azione di governo. Così come l’Agenda Digitale Europea 2010-2020 pone l’accento sul tema dell’interoperabilità chiedendo lo sviluppo di servizi pan-europei di e-government ai cittadini e alle imprese, analogamente questa legge impone per la Provincia Autonoma di Trento, e sostiene gli enti pubblici e gli enti strumentali del territorio nel farlo, l’uso di Software Libero e di standard aperti di dati e documenti.

 

Condivisione della conoscenza

I principi sui quali si basano sia il FLOSS che i Dati Aperti sono fondati sull’assoluta importanza della condivisione del sapere, quale motore della conoscenza umana, e sul diritto di ognuno ad avere accesso alla conoscenza stessa.

Le più grandi scoperte del genere umano sono nate dalla collaborazione e dalla condivisione. Nel campo informatico la condivisione del sapere si declina nella pubblicazione del codice di un programma e nella disponibilità dei formati digitali con i quali vengono archiviati i dati. Così è possibile conoscere i meccanismi del funzionamento di un software, principio che è uno dei fondamenti del Software Libero, o le modalità per accedere a un Dato.

Il Software Libero rispetta le quattro "libertà fondamentali": eseguire il programma per qualsiasi scopo, poterlo studiare e modificare (deriva dalla pubblicazione del codice sorgente), ridistribuire copie del programma, migliorare il programma e distribuirne pubblicamente i miglioramenti.

Al momento il software distribuito è in gran parte regolato dal copyright e da licenze d’uso che non permettono la conoscenza del codice; questa modalità riporta in modo diretto al sapere quale conoscenza esoterica di una parte ristretta del genere umano, e quindi allo sfruttamento del sapere a fini di potere.

Ciò vale anche per i Dati. Dati che circolano in rete, o che sono conservati negli archivi, sono un grande patrimonio comune, la pubblicazione delle modalità di archiviazione attraverso i formati di Dati Aperti è ciò che ne garantisce l’accesso.

Ad esempio, i Dati raccolti attraverso la collaborazione dei cittadini, sistematizzati dalle comunità di progetti come Wikipedia o OpenStreetMap, sono liberi, cioè accessibili. A maggior ragione Aperti e Liberi devono essere i Dati in possesso delle pubbliche amministrazioni. Solo i Formati aperti possono garantire la possibilità attuale e futura d’accesso ai Dati.

 

Istruzione

L’uso e la promozione del FLOSS e di Dati Aperti nella scuola favorirà l’aumento della consapevolezza nell’utilizzo degli strumenti informatici e l’emancipazione da eventuali dipendenze dai fornitori, tecnica commerciale che in inglese prende il nome esplicativo di “vendor lock-in” (imprigionato dal rivenditore).

Insegnanti, alunni o genitori, si libereranno dai vincoli che impediscono la condivisione delle pratiche d’apprendimento attraverso i software. Sarà possibile usare a scuola e a casa gli stessi programmi, copiando il software in piena legalità. Si pensi, in particolare, al giovamento che potranno trarne gli alunni con bisogni educativi speciali.

La disponibilità di Software Libero (oltre 20.000 programmi), copre di fatto tutte le necessità d’apprendimento (tra i tanti: Libreoffice e Firefox). Insegnare attraverso il Software Libero vuol dire abituare gli studenti, futuri lavoratori, ad essere versatili rispetto agli strumenti da utilizzare, rendendoli capaci di affrontare i cambiamenti dei programmi utilizzati anche attingendo alla copiosa documentazione che accompagna il Software Libero e che è facilmente rintracciabile in rete.

 

Il nuovo modello di business

Il risparmio nell’adozione del FLOSS è legato alla trasformazione della spesa dalle licenze d’uso all’acquisto dei soli servizi. La sostenibilità dell’attività di produzione del FLOSS è legata alla necessità di acquisizione dei servizi ad esso associati: assistenza all’utente e sviluppo del codice, con in primis la rimozione degli errori, che peraltro risultano statisticamente in numero minore nel caso di FLOSS. Tali servizi devono essere acquisiti e pagati ma possono essere offerti nel caso del FLOSS da più fornitori. Chiunque abbia il tempo di studiare il codice sorgente si rende in grado di svilupparlo o semplicemente di fornire servizi ad esso associati.

Pensiamo per esempio alla suite per ufficio Microsoft in uso nella PA trentina, destinata nel giro di poco tempo a venire sostituita perché la casa produttrice non garantirà gli aggiornamenti. Esistono disponibili altre soluzioni software FLOSS paragonabili in termini di funzionalità al software Microsoft, collegate a comunità di sviluppatori, anche locali, in grado di fornire servizi per lo sviluppo, per l’assistenza e la formazione per l’utente e per la migrazione. Il risparmio stimato da una recente analisi è di circa 240 euro a postazione nei prossimi quattro anni. Da una spesa di 452 euro per Microsoft Office a 212 euro nel caso d’adozione del software FLOSS OpenOffice o LibreOffice. Nel primo caso risorse destinate alla Microsoft, nel secondo, soldi per servizi a ditte locali. Sono circa 5000 il numero delle postazioni di lavoro per i soli uffici provinciali. La legge impone tale scelta e offre un’opportunità a chi opera nel mercato dell’ICT in Trentino.

La centralità assegnata dalla nuova legge all’adozione dei formati aperti dei dati e dei documenti, e quindi l’attenzione all’interoperabilità basata su protocolli standard aperti, permette l’indipendenza dal software, perché diventa possibile produrre software in grado di interoperare, garantendo così il mercato concorrenziale.

Infine i Dati Aperti. Una Direttiva europea del 2003 individua nelle molteplici informazioni di tipo sociale, economico, geografico, climatico, turistico e scientifico, prodotte e detenute dalle pubbliche amministrazioni un’importante materia prima digitale, da riutilizzare per contribuire alla crescita economica. Alcune regioni italiane hanno avviato la pubblicazione dei loro dati. Questo sarà possibile anche in Provincia di Trento, con vantaggi significativi.

 

Futuro prossimo

La Provincia ha 60 giorni di tempo per nominare il Comitato permanente per l'evoluzione del Sistema Informativo Elettronico Trentino (SINET), cui partecipano rappresentanti locali delle PA, degli Enti Locali, del sistema della ricerca e delle associazioni per la diffusione del FLOSS. Il comitato, che può formulare proposte per l'elaborazione del piano generale di sviluppo del SINET, sarà ascoltato entro 180 giorni dalla sua nomina dalla Giunta provinciale per definire modalità e tempi d'attuazione di quanto previsto in materia di pubblicazione di dati e documenti, di adozione dei piani di migrazione all'uso del FLOSS e all’adozione dei formati standard aperti nei sistemi informatici della Provincia e in materia di promozione nel territorio provinciale da parte delle pubbliche amministrazioni e delle scuole del FLOSS e dei Dati Aperti, ed infine in materia di promozione della ricerca in tali ambiti.

Questo passaggio rende operativa la legge. Il ruolo di tutti i soggetti chiamati a dare indicazioni e a decidere è importante e andrà sostenuto con l’osservazione attenta di quanto elaborato al suo interno.

giovedì, 08 agosto 2012 - Matteo Ruffoni e Annalisa Tomasi