Qualità del paesaggio e filiere produttive

Pubblichiamo l'introduzione dell'interessante documento redatto da Sergio Remi (consulente per Trentino Sviluppo) sul tema dello sviluppo territoriale. Crediamo possa essere un ottimo contributo dal quale iniziare una riflessione sulle future prospettive economiche - e non solo - del Trentino. L'intero materiale è scaricabile accedendo al link inserito alla fine dell'articolo.

Trentino Sviluppo, su mandato dell’Assessorato all’urbanistica della PAT, sta accompagnando il processo di formazione dei piani territoriali in diverse Comunità di valle. L’attività d’inchiesta territoriale e d’animazione socio-economica a supporto della programmazione è partita da alcune considerazioni.

La prima considerazione è che il processo di formazione del piano territoriale di comunità non è una semplice procedura tecnica e amministrativa, ma è un atto profondamente politico: dal piano territoriale deve emergere una visione di futuro che sia largamente condivisa dalla comunità. L’essenza della riforma istituzionale è individuabile nella sua capacità di valorizzare il protagonismo, l’autonomia, la responsabilità, l’imprenditività delle persone e delle comunità locali nella gestione delle proprie risorse territoriali. Perché ciò avvenga, è importante riuscire a coinvolgere nel processo di formazione del piano territoriale - oltre alle amministrazioni locali e alle categorie economiche - i soggetti vitali della società locale, i giovani, le donne, i nuovi lavori, i comitati di cittadini, i tanti soggetti portatori d’innovazione e di nuove istanze sociali ed economiche, che oggi sono spesso esclusi dai tradizionali sistemi di rappresentanza.
La seconda considerazione riguarda il fatto che il Piano Territoriale di Comunità è un documento di programmazione sia urbanistica, sia socio-economica. Si tratta di un aspetto rilevante introdotto dalla riforma istituzionale, capace di ricomporre approcci alla programmazione spesso vissuti come conflittuali e di restituire centralità alle economie di territorio. Le economie trentine di piccola impresa – tradizionalmente legate all’edilizia, all’agroalimentare e al turismo - si fondano sulla centralità del bene territorio. Il territorio rappresenta un “fattore di produzione”, al pari del capitale e del lavoro, nel senso che l’identità culturale, i saperi contestuali, le relazioni tra imprese, gli aspetti di qualità ambientale e sociale di un territorio, rappresentano, (e rappresenteranno sempre più, nella nuova dimensione economica), fattori di attrazione di flussi virtuosi e di competitività del tessuto economico. Lavorare sulla dimensione socio economica, come sta facendo Trentino Sviluppo nelle Comunità di valle, significa: accompagnare le tendenze evolutive dei vari settori economici, oggi orientate all’individuazione di nuovi criteri di sostenibilità; rafforzare il legame tra produzioni e territorio; valorizzare quei settori e quelle imprese capaci di proporre la qualità del paesaggio e la salubrità del territorio come componente essenziale della loro offerta. Tutto ciò, nella convinzione che il concetto di sostenibilità non può essere esclusivamente legato a un limite posto dall’alto, ma deriva dalla capacità di autoregolazione dello sviluppo stesso da parte delle persone e delle comunità locali che sono interessate a preservare le risorse (i beni comuni) che sono alla base del loro benessere.
Una terza e ultima considerazione riguarda l’attuale fase economica. La crisi che stiamo vivendo non è un dato congiunturale. Questa è una crisi di profonda trasformazione degli attuali assetti sociali ed economici; è una crisi connessa a una transizione di lungo periodo verso un’economia che sarà sempre più globalizzata e smaterializzata. Il vero dato con cui dobbiamo confrontarci è che sta cambiando tutto: il nostro modo di concepire il lavoro, di fare impresa, di vivere e abitare il territorio, cambiano le stesse forme di convivenza sociale. Siamo convinti che, parlando di sviluppo e di programmazione, il nostro vero compito (di amministrazioni locali, di rappresentanze economiche, di associazioni, di strutture che, come Trentino Sviluppo, hanno il ruolo di sostenere lo sviluppo) sia quello di accompagnare le nostre comunità e le nostre economie in questo processo di transizione economica e sociale.
All’interno di questo processo di transizione emergono alcune parole chiave - territorio, impresa, lavoro, welfare – che hanno caratterizzano il dibattito nella formazione dei piani territoriali di comunità. La crisi ha morso nel profondo, determinando nuove consapevolezze tra gli amministratori locali e tra gli stessi operatori dei vari settori che caratterizzano le nostre econome locali. Nella crisi prendono corpo culture dello sviluppo che pongono il territorio e la sua qualità al centro dei processi economici, crescono interessi fondati su una duplice specializzazione: geografica da un lato ed economica dall’altro. Ciò può oggi tradursi in politiche di qualità dei prodotti, della vita e dell’ambiente circostante e in una declinazione di questi aspetti in tutti i settori di attività economica e sociale.

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Articolo pubblicato su: Sentieri Urbani n.12 Dicembre 2013
- Rivista quadrimestrale della Sezione Trentino dell’Istituto Nazionale di Urbanistica -

*Immagine tratta dalla fototeca di Trentino Sviluppo (autore Romano Magrone)


giovedì, 22 febbraio 2014 - Sergio Remi