Clandestino

Davide Buldrini

Al rientro dalle vacanze di natale, proprio mentre una mia connazionale veniva espulsa perché rimasta senza lavoro, il governo belga mi ha recapitato comodamente sulla mia scrivania la mia nuova carta d’identità. E’ un documento strano, di plastica. Come una carta di credito. Non c’è nessuna bandiera sopra. C’è la silhouette del Belgio, c’è la mia nazionalità, c’è scritto il mio lavoro, e c’è una data di scadenza che coincide con la scadenza del mio contratto. Non c’è nessun riferimento all’Europa. Nessuna stella. L’Europa è menzionata solo nel lavoro che faccio. La mia Carte d’identité spéciale non racconta niente di me. Non aggiunge nulla a ciò che sono. Mi serve solo per non essere mandato via dal paese come la mia connazionale di cui sopra, suppongo.
Non capisco perché, l’Unione Europea mi ha dato un lavoro, mi ha dato la possibilità di crescere professionalmente, ma fallisce miseramente nel darmi una cittadinanza vera.

Una cittadinanza europea senza confini. Sono di nuovo gli stati nazione che non permettono questo? Credo di si. 28 paesi con regole diverse sul soggiorno e i permessi vari. Tutti impegnati a mantenerle ben scavate nella roccia friabile di una politica interna sempre più importante di quella comune. Comune Europea. Ed ecco, dunque, che questo metodo di guardare le proprie scarpe per non perdere il consenso elettorale interno, ora gli si sta rivoltando contro. Anzi, si sta rivoltando contro l’Europa.
La mancanza di una vera cittadinanza Europea, sarà uno dei motivi che, avendo eroso le basi di una vera integrazione tra esseri umani in questi ultimi anni, faranno crescere paurosamente le forze populiste alle prossime elezioni europee.
Poco lungimiranti questi stati nazione. Mi chiedo a cosa serva essere “italiano non residente a Bruxelles con il centro dei miei interessi in italia”. Forse mi è valso una Carte d’identité speciale, con le scritte in quattro lingue: francese, fiammingo, tedesco e inglese. Ok, grazie, ma io sono semplicemente Europeo. Fate qualcosa. S'il vous plaît. Alsjeblieft. Bitte. Please.

*Facebook, 12 gennaio 2014

giovedì, 13 gennaio 2014 -