Full Metal-Mauro Jacket

Giorgia Cardini

L'ultima trovata del ministro ciellino ex Fi, ex Pdl ed ex Sc Mario Mauro, è la seguente: se gli immigrati vogliono ottenere la cittadinanza italiana, facciano il servizio militare.
Non c'è da meravigliarsi. Di Mauro è passata alla storia la frase "Per amare la pace, bisogna armare la pace", pronunciata in difesa dell'indifendibile acquisto dei cacciabombardieri F35 (il copyright è però del suo predecessore Beniamino Andreatta, che usò queste parole nel 1997 per difendere la spesa di 121 Eurofighter); e la sua battaglia a favore degli "scivoli d'oro" nelle forze armate, mentre non si ricorda un suo intervento degno di nota per gli esodati.
Inoltre, l'idea del nostro Full Metal-Mauro Jacket è in perfetta continuità con una Repubblica che festeggia se stessa il 2 giugno, facendo sfilare i corpi militari invece dei rappresentanti di quella società civile che ha costruito e costituisce l'ossatura della nostra democrazia: gli studenti gli insegnanti, i professionisti, gli imprenditori di tutte le categorie, gli operai, i volontari, le famiglie...

Ecco, se una proposta può essere fatta, sia piuttosto questa: agli stranieri non nati qui, che domandano la cittadinanza o il permesso di soggiorno e rientrano in una certa fascia di età (18-45, ad esempio), si chieda di prestare qualche forma di servizio civile, di cui sempre più c'è bisogno, e lo si riconosca come lavoro prestato per la comunità.
Nella nostra regione sono già state avviate esperienze positive in questo senso, con alcuni profughi delle "primavere" arabe. Questo aiuterebbe l'integrazione, non certo mettere in mano delle armi, che mai sono state strumenti di fratellanza tra i popoli, a chi è fuggito proprio dalle guerre.

*L'Adige, 31 dicembre 2013

giovedì, 31 dicembre 2013 -