Dove va l'Alto Adige?

Paolo Ghezzi

Il vecchio Durni, che è saggio, dice che preferisce i sondaggi pessimistici a quelli troppo euforici. Per cui ha regaito con calma pusterese all'ultimo pronostico, diffuso dall'istituto Gruber & Partner, che prevede una Volkspartei in calo dal 48,1% del 2008, quando aveva perso la maggioranza assoluta dei votanti ma aveva mantenuto l'autosufficienza in consiglio provinciale, al 44,8% del prossimo 27 ottobre.

Sondaggio da prendere con le molle, anche perché un Pd che raddoppia dal 6 all'11,9% sembra un sogno di Carlo Costa, più che un dato credibile. Che Forza Alto Adige crolli al 2,9%, Biancofiore permettendo, dall'8,3% di 5 anni fa, sembra più realistico, come il +1% di Südtirol Freiheit (va al 6%) e la tenuta dei Freiheitlichen al 14% così come la salita dei Verdi all'8%. Il quotidiano Dolomiten, dal canto suo, preferisce ignorare il sondaggio - noblesse oblige - e sferza invece oggi per la centesima volta il non amato Landeshauptmann uscente: "Durnwalder verspricht Geld: Zahlen muss der Nachfolger". Insomma, il povero Arno Kompatscher dovrà "asciugar su" le spese generose del Luis.
Il passaggio di consegne non sarà indolore. Se il Sudtirolo riuscirà a passare dalla logica dell'One Man Band a un gioco di squadra guidato dal dinamico capitano Arno, è la vera scommessa dell'era post-Durnwalder. Un'altra storia. Tutta un'altra storia che comincia.

*L'Adige, 8 ottobre 2013

giovedì, 09 ottobre 2013 -