Appunti di Politica

Michele Nardelli

La presentazione di un libro non è esattamente campagna elettorale ma devo dire che quel che emerge dall'incontro con Silvano Falocco è qualcosa di più di una manifestazione di sensibilità verso la qualità degli acquisti pubblici e privati, che pure non sarebbe cosa da nulla.

Il Green Public Procurement è un approccio che a partire dagli appalti pubblici investe lo sviluppo locale, la tutela dell'ambiente e della salute, l'educazione in senso pieno. Basta scorrere i criteri ambientali dell'allegato  alla delibera della Giunta Provinciale del 20 gennaio 2012 "Criteri di Green Public Procurement negli appalti pubblici di lavori, forniture e servizi riferito strutture provinciali" per comprendere le implicazioni: acquisto carta, arredi per ufficio e scolastici, attrezzature informatiche, autoveicoli, servizi di pulizia, servizi mensa e ristorazione collettiva, coperture per pavimenti, prodotti vernicianti, prodotti tessili, apparati per l'illuminazione pubblica, servizi di dispensazione automatica di alimenti e bevande, servizio stampa, materiali per opere edili, stradali ed igienico sanitarie, serramenti per esterni.

Altro che robetta da ecologisti un po' integralisti come qualcuno immagino possa aver pensato nel vedere la locandina della presentazione. E l'ottima presentazione dell'autore ha fatto comprendere ai presenti il valore della partita in gioco. In ballo c'è la qualità di una spesa giornaliera che ammonta in Italia a 360 milioni di euro. Si tratta peraltro di direttive europee e ministeriali che saremmo tenuti a rispettare e fa piacere sentire che fra le Regioni (e Province autonome) la Sardegna e il Trentino sono fra quelle che, almeno sulla carta, possono vantare le migliori performance.

In realtà c'è davvero ancora molto da fare e Silvano Falocco delinea in maniera precisa quali sono i tre ambiti di maggiore criticità per le pubbliche amministrazioni: la formazione della classe dirigente (politica come amministrativa), la necessità di una visione interdisciplinare, il dialogo con i fornitori (ovvero la capacità di fare sistema).

Dagli acquisti sostenibili di venerdì pomeriggio passiamo alle politiche di coesione sociale del mattino seguente, nella sala della Circoscrizione di Piedicastello a Trento. E' l'avvio della campagna elettorale nella città di Trento e che questa venga dedicata alle nuove cittadinanze fa onore a chi l'ha organizzata, Annalisa Tomasi e il coordinamento cittadino del PD. Peccato che non vi siano grandi folle, perché il dibattito che si svolge con Michele Nicoletti, Mattia Civico e Michele Nardelli è tutt'altro che banale e scontato. Perché se il Trentino è stato terra accogliente per gli immigrati, è anche vero che le politiche che oggi vengono realizzate non si discostano più di tanto da quelle di vent'anni fa. Probabilmente in maniera più efficiente che altrove, sia chiaro. Ma come non vedere che la situazione è radicalmente cambiata e che ora occorre un approccio nuovo, dove la persona immigrata non sia considerata semplicemente un corpo che ha bisogno di nutrirsi e di dormire per poter lavorare.

Pongo in altre parole il tema cruciale della cittadinanza. Di uscire da quello schema pauperistico e paternalistico per il quale queste persone non possono permettersi - se impattano con l'amministrazione pubblica - di essere nient'altro che dei poveri da aiutare. Vedo le persone che ascoltano, nel frattempo diventate un po' più numerose, attente e forse anche colpite da questo sguardo sul quale abbiamo lavorato per mesi come Forum in rapporto al nuovo protocollo di Millevoci, non a caso guardato con sospetto dall'approccio caritatevole di un assessorato provinciale incapace di andare oltre l'emergenza.

Mattia Civico condivide con me questa necessità di cambio di paradigma verso l'immigrazione e così tutti gli interventi in sala. Ne esce una discussione vivace e interessante. Penso che nel nostro programma questa richiesta di cambio di passo deve necessariamente trovare ascolto e quindi mi metto a scriverne in una pagine una possibile sintesi.

E poi basta, considero la settimana conclusa (anche se non sarà proprio così perché la domenica sarà densa di impegni). Campagna elettorale o meno, rivendico il bisogno di cambiare aria e la mia valle incantata diviene un'isola sicura di approdo. In serata arriva la notizia che Berlusconi, in affanno giudiziario, ha deciso di far saltare il banco. Staremo a vedere se riuscirà anche questa volta ad interpretare quel sentimento sfascista che buona parte della sinistra non ha ancora saputo elaborare...

*www.michelenardelli.it, 29 settembre 2013

giovedì, 02 ottobre 2013 -