Festival

Simonetta Fiori

Un festival della politica. Ma senza politici. In programma, filosofi ed economisti, sociologi e giuristi, giornalisti e costituzionalisti, letterati, interpreti teatrali, autori di satira, ma nessun parlamentare né leader di partito. "È un modo per ricordare che la politica è progetto, programma, conoscenza", spiega Massimo Cacciari, organizzatore della rassegna che apre domani a Mestre su iniziativa della Fondazione Pellicani.

"Non si può fare politica se non si ha passione per il sapere, che è poi il significato ultimo della filosofia". Quattro giornate con settanta relatori  -  tra gli altri Ezio Mauro, Carlo Sini, Giulio Giorello, Gustavo Zagrebelsky, Tito Boeri, Ilvo Diamanti, Umberto Galimberti, Marco Revelli  -  per opporre al diffuso furore antipolitico una riflessione sulla politica ricondotta al suo antico alveo di analisi intellettuale e comprensione dei processi sociali.

Un festival che non asseconda lo spirito del tempo.
"Ci siamo chiesti come potevamo reagire dinanzi alla catastrofe italiana evitando di cade-re nell'emotività. Così abbiamo raccolto alcune delle figure più autorevoli del dibattito culturale".

Il tentativo è ripristinare quel nesso tra cultura e politica che s'è spezzato da decenni.
"Un binomio tragicamente saltato. Oggi in Italia chi sa non può. Ma la cosa ben più drammatica è che chi può non sa. Tra le cause dell'attuale crisi è che mancano i luoghi di formazione della classe politica, sedi dove affinare competenze e passioni analitiche. Sono completamente saltati i riferimenti materiali. Quali interessi rappresenti? Perchi parli? Sei partito perché sei parte di che? Ora i cosiddetti programmi sono appesi sul nulla".

Come spiega questo impoverimento?
"È difficile dare una risposta univoca. La politica oggi può sempre meno rispetto ad altre potenze come la tecnica o l'economia globale. Siamo di fronte a una sua obiettiva decadenza che accomuna diverse parti del mondo".

Però quel binomio cultura e politica in altri paesi sembra meno sfilacciato. Ad esempio negli Usa, dove il presidente non casualmente arriva da Harvard e da un insegnamento universitario alla Law School di Chicago.
"Ma quello è l'impero, e noi siamo ai margini della periferia. Fino a qualche decennio fa, chi faceva politica in Italia avvertiva come essenziale il nutrimento intellettuale. Ma allora avevamo un ruolo nella scacchiera internazionale, mentre oggi non contiamo più nulla. E la nostra classe politica ritiene inutilesapere".

Per questo lei chiama i filosofi, non i politici.
"Se chiamo un politico, mi dice che vuole "innovare". O che ha fatto abbastanza elargendo i contributi per i cassintegrati. Ma qui non si tratta di una febbriciattola passeggera, da curare con l'aspirina. Quella che stiamo vivendo è una crisi profonda, che ci costringe a declinare in modo nuovo e con spregiudicatezza la nozione stessa di democrazia".

Cosa intende per "ripensamento spregiudicato"?
"Nell'era della tecnica e dell'economia globalizzata non può più funzionare il concetto di democrazia che abbiamo ereditato dai padri fondatori. E allora va ripensato, senza timori o prudenze. Il contributo dei filosofi servirà anche a questo: ripercorrerne la storia, vedere cosa è salvabile e cosa è superato".

La scelta della piazza di Mestre ha a che vedere con la sua storia?
"Sì, una grande storia industriale. Troppo spesso ci si dimentica che l'Italia è stata all'avanguardia nella chimica, nell'informatica, nella meccanica nucleare e nell'automobile. Ci siamo giocati tutto. E non certo per colpa della Merkel, ma per colpa di un'imprenditoria mediocre, di una sinistra inadeguata e di un sindacato reazionario".

Al Festival sarà messo in scena il testo di Savonarola sul buon predicatore: "Un buon predicatore dice la verità contra ciascuno e tutti, perché sceglie il bene comune".
"Le grandi trasformazioni avvengono sempre attraverso spiriti profetici. E anche il bene comune può essere inteso come un valore religioso, nel senso che trascende tutto. Non mi sembra inutile ricordarlo oggi".

*La Repubblica, 4 settembre 2013

giovedì, 06 settembre 2013 -