Aspettando il prossimo Calderoli

Marco Bracconi

La cosa più amara di tutta la faccenda, e anche di molte altre, è che succederà di nuovo. Passerà qualche mese, magari un anno, e in qualche festa leghista Calderoli darà dello scimmione al primo nero che passa. 

Più o meno negli stessi giorni, o poco prima, o poco dopo, presentando la nuova Forza Italia, un Berlusconi sempre più infeltrito ammiccherà platealmente al fondoschiena di qualche hostess ingaggiata per l’occasione. Qualche metro più in là Beppe Grillo apostroferà con uno stentoreocadavere putrefatto il suo prossimo bersaglio, colpevole di aver superato da troppo tempo la maggiore età; mentre qualche scandalizzata lingua de sinistra darà della prostituta a Mara Carfagna. Per la prossima barzelletta di Palazzo sui froci c’è solo da attendere, portando pazienza. E manca poco, forse qualche settimana prima del voto tedesco, perché il bravo peone in Transatlantico ricordi a tutti che ci sono in giro culone inchiavabili.
A colpi di comiziacci, o cinguettii o pollici alzati su Fb, la negazione dell’altro da sé procederà instancabile, con il consueto corollario di scuse pelose e successive ma senza mai un vero dazio da pagare.
Soprattutto, con la certezza assoluta che ciò che ci fa vergognare oggi succederà di nuovo domani, e dopodomani, identico a se stesso, perché in questa melassa culturale senza più direzione tanti poveri di spirito hanno capito che ovunque si trovino, al governo o in Senato, al bar o su internet, la vergogna è un ottimo modo per dire che esistono.

*La Repubblica, 16 luglio 2013 

giovedì, 16 luglio 2013 -