Errori e possibilità

Bruno Dorigatti

Nelle ore successive alle scadenze elettorali, prima ancora delle riflessioni imperversano i giudizi sommari, richieste di rese dei conti, accuse e attacchi ai colpevoli delle sconfitte, congratulazioni più o meno oneste ai vincitori.

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Io ho atteso un po’ di tempo, prima di esprimermi pubblicamente: privatamente, ho già espresso complimenti e vicinanza ai partecipanti alle primarie. Non nascondo una certa delusione: non tanto per il risultato, che premia un partito che è riuscito a mobilitarsi con entusiasmo. La delusione nasce dall’ennesima dimostrazione di fragilità del PD, partito al quale sono iscritto, che si dimena ormai da tempo tra personalismi, litigi e divisioni che lo rendono debolissimo e, al momento della prova, poco credibile.

Di fronte alla straordinaria occasione di esprimere, per la prima volta, il Presidente della Provincia, sono prevalsi gli egoismi e le ambizioni individuali e di piccoli gruppi: tornano ora, con forza ed enorme attualità, le considerazioni di chi individuò a suo tempo molti dei mali che affliggevano il partito, mali che nessuno volle vedere né tantomeno curare, e che oggi esplodono in tutta la loro virulenza.

Non possiamo andare avanti così: non è più rinviabile una seria riflessione sulla natura e il profilo politico del partito (in particolare sull’elemento della territorialità), sulle primarie che da strumento sono diventate una patologica ossessione, sulla costruzione di una classe dirigente capace di interpretare le sfide del futuro dell’Autonomia, sul ruolo della sinistra e dei temi del lavoro nell’agenda politica. Il percorso da qui a ottobre non è semplice: c’è un progetto politico di governo da costruire, che va definito in modo collegiale e sul quale ogni forza politica del centrosinistra autonomista dovrà essere in grado di contribuire seriamente. Questa è la vera sfida del PD, non nuove divisioni e rese dei conti: in questa fase di crisi economica e di instabilità politica nazionale ed europea, deve prevalere il senso di responsabilità nei confronti del Trentino, per garantire un modello di sviluppo e di convivenza sociale che, fino ad ora, si è positivamente contraddistinto e che abbiamo il dovere di rafforzare.

*Facebook, 15 luglio 2013

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giovedì, 15 luglio 2013 -