Forum 4: Governo del territorio

Il governo del territorio, dato l’alto numero di interessi pubblici e privati sui quali incide, è di per sé un’attività complessa. Esso si configura come un’attività avente una funzione normativa ed è lo strumento attraverso il quale governare la trasformazione e lo sviluppo di un territorio e le dinamiche socio-economiche che su quel territorio insistono.
La forte integrazione tra lo sviluppo di un territorio, le scelte localizzative, lo sviluppo economico e la regolazione delle dinamiche sociali, impongono il coordinamento tra gli strumenti di pianificazione territoriale e quelli di programmazione economica, in un disegno istituzionale dato di governance multilivello. In tale contesto gli strumenti di governo del territorio devono compiere primariamente delle scelte aventi valore normativo generale, cioè capaci di indirizzare le forze sociali ed economiche verso degli obiettivi di trasformazione e sviluppo condivisi.
Parlare di governo del territorio, includendo in questa categoria i temi della pianificazione territoriale, dell’urbanistica, dell’ambiente, della tutela del paesaggio, della mobilità, dell’infrastrutturazione e di tutte quelle attività antropiche che incidono sull’assetto e la fisionomia del territorio, significa interrogarsi principalmente su tre questioni.
La prima è chi pianifica, e cioè qual è il livello di governo e quali sono i soggetti pubblici e privati più adatti ad assumere decisioni di pianificazione urbanistica e territoriale, e quali. Nel caso trentino significa principalmente interrogarsi su quale ruolo spetta a Provincia, Comuni e soprattutto Comunità di Valle in un processo di pianificazione chiamato comunque alla coerenza nonostante la frammentazione delle competenze.
La seconda riguarda le modalità con cui costruire ed implementare le politiche pianificatorie. Significa soprattutto riflettere sulle funzioni di queste politiche, al rapporto tra conservazione e sviluppo, tra regolazione e pianificazione, tra progettualità e controllo, sulle modalità di coinvolgimento della popolazione. Ma significa anche analizzare le difficoltà delle politiche di pianificazione negli ultimi decenni, riconducibili a tempistiche redazionali ed attuative lunghe, ad un sistematico ricorso all’utilizzo di varianti, all’incoerenza tra i piani elaborati a livelli di governo diversi, alla scarsa considerazione delle variabili socio-economiche ed ambientali, allo scarso utilizzo di strumenti di valutazione delle politiche pubbliche.
La terza, la più importante, riguarda l’oggetto delle politiche di pianificazione e di governo del territorio, cioè il contenuto delle stesse, in una nuova dimensione caratterizzata da nuovi bisogni sociali, da incertezze circa i paradigmi dei modelli di sviluppo sin qui validi e soprattutto dal calo delle risorse finanziare.

Sulla base di questi spunti apriamo il confronto per immaginare un nuovo Assessorato al Governo del territorio, in grado di operare, per quanto detto sopra, in forte coordinamento con quello allo Sviluppo locale.

giovedì, 17 luglio 2013 - Luca Paolazzi